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Vino, cibo e amari: la Calabria a Slow Wine Fair e SANA Food

Vino, cibo e amari: la Calabria a Slow Wine Fair e SANA Food

Portare un territorio in fiera vuol dire scegliere cosa mostrare, a chi, e in quale contesto, ed è proprio questo a fare spesso la differenza tra una semplice vetrina e l’occasione reale di incontrare un mercato nuovo.

Quest’anno la Calabria sceglie di stare a BolognaFiere su due fronti. Da oggi, 22 febbraio e fino al 24, i padiglioni di Slow Wine Fair e SANA Food accolgono aziende regionali del vino, prodotti agroalimentari e amari, due manifestazioni diverse per vocazione ma accomunate da una stessa idea di filiera etica, sostenibile e radicata nel territorio.

A SANA Food, la fiera b2b dedicata all’Horeca e al risto-retail, la Calabria partecipa con una collettiva di aziende. Insieme a Emilia-Romagna, Sardegna e Camera di Commercio di Bologna, porta a BolognaFiere un pezzo della propria identità agroalimentare, in una presenza complessiva che supera le quaranta realtà regionali. Alcune di queste realtà calabresi lavorano sulla trasformazione artigianale di materie prime locali, dalle Serre alla Piana, dalla costa tirrenica all’entroterra cosentino.

È proprio questo il terreno su cui SANA Food si muove con più convinzione, un’idea di cibo che non separa qualità e responsabilità, dove filiere trasparenti, produzioni biologiche e rispetto del lavoro agricolo sono criteri di selezione effettivi. La manifestazione, nata dalla collaborazione di BolognaFiere, Slow Food Promozione e FederBio, è al suo secondo anno di contemporaneità con Slow Wine Fair, e con un unico biglietto i professionisti si muovono liberamente nei due eventi.

Sul fronte vinicolo, sono trentotto gli espositori calabresi a Slow Wine Fair. Lo spazio della Regione Calabria al Padiglione 20 ha un programma che non si limita alla degustazione, ma affronta i nodi reali del settore. Oggi si parte dai vitigni autoctoni, da un patrimonio ampelografico che poche regioni italiane possono vantare per varietà e rarità; nel pomeriggio il tema si sposta sulle aree marginali e montane, dove la viticoltura non è solo produzione ma risposta concreta allo spopolamento. Il 23 febbraio le protagoniste sono le donne calabresi che fanno vino, poi arrivano i produttori che hanno scelto di tornare alla terra come progetto di vita, spesso senza tradizione familiare alle spalle ma con una visione precisa del proprio territorio. Il 24 febbraio, a chiudere, un confronto sulla comunicazione, su come raccontare il vino a un pubblico che cambia e cosa significa parlare di etichette a chi guarda oltre la bottiglia.

Nella Fiera dell’Amaro d’Italia, sezione interna a Slow Wine Fair, sono otto le realtà calabresi selezionate secondo criteri che privilegiano l’uso di ingredienti locali e metodi a basso impatto ambientale. Si tratta di 3Spirits, C 235 Spirits, CalabriAmara, Distilleria Fratelli Caffo, Lacinio – Amaro Milone, Liquorificio Gentile, Rupes l’Amaro Digestivo e Spirito Alchemico.

di Daniela Malatacca (info@mervigliedicalabria.it)

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