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Vittorio De Seta sapeva guardare oltre le cose

Vittorio De Seta sapeva guardare oltre le cose

Vittorio De Seta sapeva guardare oltre le cose. Nei volti, nel lavoro, nei riti e nei silenzi del Sud riconosceva l’anima di un popolo. Non filmava soltanto ciò che rischiava di scomparire: raccontava ciò che meritava di continuare a vivere. Dal 29 ottobre al 15 novembre 2026, Castrovillari e l’Università della Calabria ospitano la Rassegna Internazionale Vittorio De Seta di Documentari Etnografici: mostre, libri, proiezioni, workshop e incontri fra cinema, antropologia e tradizioni popolari. Da Lettere dal Sud a Banditi a Orgosolo, dai documentari del maestro alle opere in concorso, sarà un viaggio nella memoria delle comunità, nei paesaggi umani e nelle storie che aspettano ancora di essere ascoltate. Un percorso che intreccia ricerca e poesia, passato e futuro, nel segno di una convinzione profonda: le tradizioni non sono reperti da custodire sotto vetro, ma vita che cambia, radici che resistono, voci che attraversano le generazioni. È anche questa la visione della Federazione Italiana Tradizioni Popolari ETS, presieduta da Gerardo Bonifati: custodire la memoria non per fermare il tempo, ma per consegnarla al futuro. Perché, in un mondo che produce immagini senza sosta, De Seta ci ricorda che vedere non significa sempre comprendere. E che dietro ogni volto esiste una storia, dietro ogni silenzio una voce, dietro ogni tradizione un mondo. La memoria, se resta soltanto ricordo, diventa nostalgia. Quando diventa racconto, diventa futuro.

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