“Zingari” del cielo, una Spatola giunge dall’Ungheria al Lago di Tarsia

I primi giorni dell’anno regalano alla Calabria nuove meraviglie naturalistiche. Dopo la comparsa della prima cicogna bianca dell’anno tra le risaie di Terzeria, nella Piana di Sibari (leggi qui), ora è arrivato un giovane ed elegante esemplare di Spatola (Platalea leucorodia) dall’Europa centro-orientale.
L’avvistamento è avvenuto nella Riserva Naturale del Lago di Tarsia ed è stato documentato dai volontari della Lipu Rende, Maria Corrado ed Ernesto Napolitano, che sono riusciti a fotografare l’animale – insieme agli altri esemplari – ma soprattutto a leggerne l’anello identificativo.


A spiegare l’avvistamento, anche nel suo valore scientifico, è la stessa LIPU in un post: «Quando si ha la fortuna di identificare o fotografare un uccello inanellato, l’emozione e la curiosità sono davvero enormi: chissà da dove arriva, quanti chilometri ha percorso, dove è stato inanellato, che età ha…».


Le informazioni raccolte dall’associazione grazie ai dati forniti da ISPRA permettono di ricostruire il percorso migratorio del volatile: si tratta di un individuo giovane, di meno di un anno, inanellato il 26 maggio 2025 a Szeged, in Ungheria, e osservato più volte nel Paese d’origine prima di raggiungere la Calabria dopo un viaggio di almeno 1.700 chilometri. Non si sa ovviamente se abbia attraversato l’Adriatico oppure sia risalito lungo la linea di costa passando prima per la Laguna Veneta.


«In ogni caso – scrive ancora LIPU Rende -, resta una grande emozione apprendere delle straordinarie imprese di cui gli uccelli sono capaci: veri “zingari” del cielo, attraversano confini geografici e politici, incuranti delle beghe di noi umani».


La sosta sempre più frequente dei volatili nelle zone umide calabresi fa comprendere come le stesse siano sempre più cruciali nelle grandi migrazioni dell’avifauna europea, e siano soprattutto indicatori di equilibri più ampi da proteggere.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
Foto di Maria Corrado ed Ernesto Napolitano


