Aliva, in Calabria gli scarti di potatura d’ulivi rivivono
Testimoni silenziosi. Ma con radici che affondano in terre ricche di storia e che possono trovare, anche a distanza di secoli, un nuovo protagonismo. Come? A dimostrarlo è la nuova storia, “ispirata da storie passate da preservare”, che è alla base dell’idea di quattro giovani calabresi, Antonio Centorrino, Vincenzo Fratea, Gabriel Gabriele e Marco Macrì. Sono loro cuore, testa, anima e braccia di Aliva, realtà produttiva che crea complementi d’arredo utilizzando legno di ulivo, pianta generosa e forte per definizione, proveniente esclusivamente dalla potatura di alberi secolari della Calabria. Non si tratta di alberi abbattuti, tengono a precisare, ma la materia prima, il legno, che poi viene plasmato e riproposto in complementi d’arredo, è quella ricavata dalle operazioni colturali necessarie per fare rinvigorire la pianta.

Attività, questa, affidata a potatori in possesso di titoli professionali riconosciuti da enti ufficiali. Così ogni prodotto è riconducibile alla pianta che lo ha “generato” ed ha una storia legata al territorio: Milone, Demetra, Castore e Polluce, Dinami, Amendolara. Ogni creazione è numerata (vengono creati solo mille pezzi per articolo) e certificata con foto, localizzazione e dettagli sull’ulivo che ha donato il legno.
A tutto questo è associato un progetto ambientale per cui parte dei profitti generati dalla vendita dei prodotti Aliva saranno destinati a corsi di formazione gratuiti (per contadini ed aziende agricole) mirati alla sensibilizzazione dei territori interessati rispetto a tutte le minacce per la salute degli ulivi. Il progetto è stato presentato per la prima volta il 3 dicembre del 2022 a Milano, in occasione della “Fiera dell’Artigiano”.
«Gli ulivi sono soprattutto patrimonio naturalistico e storico della Calabria»

«Da calabresi – spiegano i fondatori di Aliva – abbiamo sempre vissuto circondati da alberi di ulivo. La loro presenza è costante in quasi ogni scorcio della nostra regione e quindi sono “coreografia” nelle nostre vite. Hanno assistito silenti a tantissimi eventi della storia di questi territori ma anche a quelle nostre, personali, e continueranno a farlo con tutti quelli che ci seguiranno. Spesso però sono visti solo come “produttori di olive” quando, invece, sono soprattutto patrimonio naturalistico e storico da conoscere, rispettare e difendere».
info@meravigliedicalabria.it