Arte benedettina e opere ritrovate alla Galleria Nazionale di Cosenza

Le grandi quadrerie monastiche raccolgono secoli di storia e devozione, ambienti in cui la pittura ha svolto una funzione insieme sacra e documentaria, legata alla committenza religiosa e al mecenatismo pontificio. Quella di Montecassino, una delle abbazie più antiche d’Europa, documenta quattro secoli di acquisizioni benedettine e il rapporto tra la Chiesa, il potere e le arti figurative. A questo patrimonio è dedicato il pomeriggio che la Galleria Nazionale di Cosenza propone oggi, domenica 1° marzo in occasione della Domenica al Museo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che ogni prima domenica del mese apre gratuitamente i musei e i parchi archeologici statali italiani.

Alle 16.00 la direttrice Rossana Baccari introduce la presentazione del volume Le stanze di San Benedetto. La quadreria di Montecassino da Urbano VIII al Novecento di Mauro Vincenzo Fontana, professore di Letteratura artistica all’Università di Roma Tre. Il libro ricostruisce la formazione e le trasformazioni della raccolta pittorica dell’abbazia, dalle commissioni del pontificato di Urbano VIII fino al Novecento, attraverso opere, donazioni e acquisizioni che hanno definito l’identità di uno dei luoghi più importanti del monachesimo occidentale. Al dialogo con l’autore partecipa Antonio Geremicca, professore di Storia dell’arte moderna all’Università della Calabria.
Alle 17.00 lo stesso professor Geremicca guida una visita critica di opere scelte della collezione Acquisizioni, il nucleo di ventotto lavori confiscati alla criminalità organizzata e acquisiti in via definitiva al patrimonio indisponibile dello Stato, oggi esposti nelle sale di Palazzo Arnone. Si tratta di un insieme che racconta una parte consistente dell’arte italiana dal secondo Dopoguerra ai primi anni Duemila: dalla linea storica collegata al Gruppo degli Otto, con Afro Basaldella, Giulio Turcato e Antonio Corpora, all’astrattismo di Piero Dorazio, dalla Transavanguardia di Sandro Chia e Mimmo Paladino ai linguaggi concettuali di Emilio Isgrò, fino alle ricerche più recenti di Maurizio Savini e Francesco De Molfetta e alla presenza del calabrese Cesare Berlingeri. Queste opere nel contesto delle collezioni della Galleria, sono in relazione cronologica con il patrimonio già presente nelle sale, tra cui la raccolta grafica di Umberto Boccioni e la donazione della famiglia Bilotti.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)


