Boschi vetusti di Calabria, si punta all’ingresso nella rete nazionale
Tutelare un patrimonio di grande pregio ambientale, paesaggistico e anche scientifico. È ciò che i boschi vetusti rappresentano — importanti serbatoi di biodiversità, laboratori naturali per la ricerca e luoghi fondamentali per la conservazione degli ecosistemi forestali.
Per individuarli e inserirli nella rete nazionale, la Regione Calabria ha sottoscritto accordi di collaborazione con i quattro enti parco presenti sul territorio calabrese. Per la Regione ha firmato il direttore generale del Dipartimento Politiche della Montagna e Foreste Domenico Pallaria, mentre per i parchi hanno sottoscritto Luigi Lirangi per il Parco Nazionale del Pollino, Renato Carullo per il Parco Nazionale dell’Aspromonte, Ilario Treccosti per il Parco Nazionale della Sila e Francesco Costantino per il Parco Naturale Regionale delle Serre.

Gli studi tecnico-scientifici, condotti dagli enti parco, censiranno le aree forestali che rispettano i requisiti previsti dalla normativa nazionale — specie autoctone coerenti con il contesto biogeografico, nessun disturbo antropico significativo da almeno sessant’anni, stadi di rigenerazione e senescenza lasciati a evolversi spontaneamente. La Rete nazionale dei boschi vetusti è stata istituita nel 2023, e per la stessa sono state adottate linee guida per l’identificazione delle foreste, la loro gestione e tutela.
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