Casa Comerci, sulla Costa degli Dei sorseggiando calici di natura

Quando una cantina, luogo di produzione di vino, interpreta la multifunzionalità aziendale offrendo le sue molteplici attività, allora si trasforma anche in uno spazio di benessere, di relazioni, di tempo libero e di ritrovo dello spirito, che consente di apprezzare l’anima della terra, le verdeggianti vigne, il garrire delle rondini che sfiorano l’acqua della piscina e l’ambiente naturale che risulta immersivo per un’esperienza emozionale.
È così che si offre Casa Comerci ai wine lovers e agli appassionati di natura che ricercano il contatto con il titolare aziendale e il vignaiolo, per cui la visita in cantina, arricchendosi di conoscenza e consapevolezza, non si traduce in una semplice sequenza degustativa. È proprio in questo storytelling che si possono apprezzare appieno i vini di questa terra.



L’avvio è con i bianchi della varietà Greco bianco, declinati in versione secca, frizzante, ancestrale e orange, in funzione delle macerazioni delle bucce (fino a 30 giorni), per estrarre tutta la ricchezza delle uve. Per passare ai rosati, anche qui in versione frizzante o a breve macerazione, per il Granàtu, e chiudere con i rossi Libìci e A Batia. Rosati e rossi, figli del Magliocco canino, una varietà che identifica il territorio della Costa degli Dei, che si estende da Pizzo fino a Nicotera. Tutte le etichette sono fortemente legate al territorio: Granàtu per il colore del melograno e sinonimo dialettale del frutto, e altrettanto Refulo e Libici, la brezza marina del Tirreno e il vento Libeccio.


Il racconto è affidato a Rosa Comerci, anima e poliedrica multitasking che gestisce l’azienda di Domenico Silipo, il titolare avvocato, pendolare da Carpi a Nicotera, che vent’anni fa avviò un programma viticolo che ha dato impulso a tutta l’area, già di antica tradizione, tutto incentrato sugli autoctoni senza farsi contaminare da mode internazionali. Impianta le vigne di Greco bianco e Magliocco canino su 15 ettari di terrazzi marini che guardano il mare e poi costruisce una cantina a misura e, a seguire, il contorno alla stessa: la ristrutturazione della casa del nonno bottaio, la piscina, gli spazi verdi e poi le rose a capo dei filari.

Domenico Silipo, oggi ottantenne all’anagrafe ma giovane nelle idee e nella filosofia: «Il tempo non esiste, lo crea la nostra immaginazione» – e infatti, nella sua immaginazione, ha inteso creare un angolo di paradiso nella Costa degli Dei, proprio per propiziarli, rendendolo accogliente, gradevole, bello, dove il vino unisce gli uomini che, nell’arsura di bellezza, possono vivere emozioni.
Tutto ciò è gestito da una squadra che pianifica le vigne, la cantina, gli eventi e l’enoturismo, molto attivo tutto l’anno. C’è Rosa, il capitano, che accoglie con gentilezza, professionalità e tenacia, quest’ultima ereditata dalla nonna Rosina, che di fatica ne ha fatta tanta nelle vigne e che abitava nella casa contadina oggi ristrutturata.


Perché Casa Comerci è un luogo di successo? La vocazione viticola e la scelta del sito ne sono il presupposto: è un luogo baciato dal sole, posizionato in leggera collina, gode delle brezze marine che «accarezzano le foglie di vite rinfrescandole e, allo stesso tempo, preservandole da ristagni di umidità» – dice Domenico Silipo, che spalanca un orizzonte con tramonti dai colori e dall’intensità cangianti, ammirando le isole Eolie e un imponente Stromboli che sembra a portata di mano.
Tutto ciò nella cura dei particolari per godere di “calici della Natura” e, nello specifico, del rosato dal colore del cielo, Granàtu, che di recente si fregia di una medaglia d’argento al Concorso enologico internazionale di Città del Vino, nella sezione “Oro Rosa”.
Così, il giovane ottantenne Domenico Silipo, emigrato per studio ma non dimentico delle radici, ha realizzato l’etichetta dell’ultimo vino bianco: lo Sogno2024, un nome di sintesi e di un traguardo raggiunto. Ha un altro sogno nel cassetto, dal carattere pubblico e sociale, per la sua terra.
Quale presidente dell’Associazione Viticoltori Vibonesi, vuole arrivare alla Doc “Costa degli Dei”, grazie al Gal Terre Vibonesi, presieduto dal visionario e proattivo Vitaliano Papillo, vero promotore e facilitatore di questa sfida, per colmare un gap del vibonese che sta risorgendo e recuperando la vocazione viticola di un tempo, e dunque meritevole di una denominazione identitaria.
di Saveria Sesto (info@meravigliedicalabria.it)