Skip to main content

Chiesa di San Francesco d’Assisi a Cosenza

Nell’antico quartiere della Giostra Vecchia, in Piazza Marco Berardi, si raggiunge la chiesa di San Francesco d’Assisi. Si arriva percorrendo da Corso Telesio un dedalo di vicoli stretti con palazzi quattrocenteschi dalle caratteristiche scale esterne a pergolato — di impronta napoletana e catalana — e case con portali in pietra lavorata. Il complesso, secondo monumento religioso della città dopo il Duomo, fu fondato nel 1217 dal Beato Pietro Cathin da Faenza, discepolo di san Francesco, su preesistenti fondazioni basiliane del 450 e benedettine del 565.

Terremoti, bombardamenti e soppressioni ne hanno segnato la storia: i danni del 1638, quelli del 1854 che portarono alla ricostruzione della facciata ottocentesca, i gravi danni del 1943, fino al ritorno definitivo dei Francescani nel 1912 dopo la soppressione del 1866. L’interno a croce latina, a tre navate, è dominato dall’imponente altare maggiore ligneo del 1700 sormontato dalla grande pala di Daniele Russo del 1618 raffigurante il Perdono d’Assisi.

Dalla navata destra si accede alla splendida Cappella di Santa Caterina d’Alessandria, costruita dalla famiglia Migliarese e aggregata alla chiesa nel 1656. È fastosamente decorata da intagli lignei dorati e custodisce sei tele di Willelm Borremans del 1705 ispirate agli episodi della vita della santa, con pulpito e coro in legno scolpito e dorato dello stesso periodo. Dietro il transetto destro si apre un ambiente gotico del XIII secolo, abside della chiesa primitiva, con un coro ligneo del 1505.

ph-Sailko-Own-work-CCBY SA 4.0-wikimedia commons

Nella sagrestia, il soffitto in legno dipinto e un armadio in noce intagliato con episodi della Passione di Cristo. Di rilievo la mummia del Beato Giovanni da Castrovillari, frate dei Minori del Quattrocento, conservata all’interno della chiesa. Il convento annesso ospita oggi il laboratorio di restauro della Soprintendenza per i beni culturali della Calabria, e nel chiostro con archi ogivali su pilastri prismatici è raccolta una collezione di opere d’arte, affreschi e sculture.

  • Momento ideale: sempre, nelle ore di apertura della chiesa. Il percorso a piedi da Corso Telesio attraverso i vicoli è parte integrante dell’esperienza: vale la pena risalire lentamente, guardando i portali e le facciate dei palazzi.
  • Accessibilità: Piazza Marco Berardi, Cosenza. Il centro storico alto presenta dislivelli e pavimentazioni irregolari; il percorso dai vicoli non è percorribile con carrozzine o passeggini.
  • Cultura locale: Lungo Corso Telesio, che collega tutto il centro storico, sopravvivono ancora botteghe artigiane storiche: liuterie, calzolerie, laboratori di restauro. Il Gran Caffè Renzelli, dal 1803 su Piazza Parrasio, è il punto di sosta naturale prima o dopo la visita: da assaggiare la varchiglia alla monacale e la Torta Telesio.
  • Itinerario consigliato: scendi da Piazza Marco Berardi verso Corso Telesio e raggiungi la Cattedrale di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1222 alla presenza di Federico II. Da Piazza Parrasio entra nel Museo Diocesano, dove è custodita la Stauroteca, croce reliquiario del XII secolo e uno dei capolavori dell’oreficeria medievale europea. Da qui sali al Castello Normanno-Svevo sul Colle Pancrazio, dove la torre ottagonale richiama la forma prediletta da Federico II, la stessa di Castel del Monte.

Carrello0
Non ci sono prodotti
Continua a fare acquisti
Search
×