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Palazzo del Governo di Cosenza

Su Piazza XV Marzo, di fronte al Teatro Rendano, il Palazzo del Governo è uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica del Mezzogiorno ottocentesco, ma la sua storia nasce da più lontano. Nel Cinquecento qui c’era una delle dimore della famiglia Ferrari d’Epaminonda, patrizi di Cosenza. Nel XVIII secolo l’arcivescovo Andrea Brancaccio acquistò l’edificio con il giardino adiacente — oggi la Villa Vecchia, il parco storico della città — e lo trasformò in monastero femminile con annessa chiesa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli, a navata unica e cappelle laterali. La stessa custodiva un quadro miracoloso della Vergine proveniente dalla chiesa dei Cavalieri di Malta, oggi conservato, seppur in condizioni precarie, nella chiesa delle Domenicane. Con le soppressioni napoleoniche del 1807 le suore furono cacciate e il complesso adibito ad alloggio militare. Tra il 1815 e il 1820 vi si trasferì l’Intendenza borbonica e la chiesa, in parte interrata per rialzare il piano della piazza, divenne per tutto l’Ottocento un deposito di materiali e archivi. Fu tra il 1844 e il 1847 che l’edificio assunse l’aspetto attuale, con la facciata divisa in due ordini: il piano terra rivestito da pietre a bugna secondo la tradizione cinquecentesca, il primo piano scandito da lesene che incorniciano le finestre. All’interno, due cortili a quote differenti collegati da uno scalone monumentale di accesso al piano nobile e una spaziosa galleria per le feste pubbliche. Dal 2 gennaio 1861 il palazzo è sede della Provincia di Cosenza.

Nel 2011 l’Ente avviò il restauro della chiesa che riaprì per ospitare l’Enoteca Regionale della Provincia, con oltre 1.600 etichette dei vini calabresi distribuite per territorio d’origine.

Il cuore artistico dell’edificio sono le due belle sale di rappresentanza. La Sala Consiliare fu completata nel 1879, quando l’arrivo imminente di Umberto I e Margherita di Savoia spinse il consiglio provinciale ad affidare al maestro fiorentino Enrico Andreotti la decorazione degli ambienti. Gli affreschi dispiegano Dante e Machiavelli a rappresentare l’Italia unita, Federico II di Svevia e Ruggero il Normanno a evocare lo splendore del Mezzogiorno. Quattro medaglioni onorano gli intellettuali cosentini — Bernardino Telesio per la filosofia, Antonio Serra per l’economia, Gian Vincenzo Gravina per la letteratura, Gaetano Argento per il diritto. Tra il 1911 e il 1912 venne poi decorato il Salone degli Specchi, con allegorie della poesia, del teatro e della musica sullo sfondo di vedute napoletane, specchiere dorate e consolle ottocentesche recanti lo stemma della Provincia.

Dentro e fuori il palazzo è passata la storia civile della città. Dal balcone principale Garibaldi tenne nel 1860 un discorso al popolo cosentino durante il suo passaggio in città. Qui i Savoia furono ospitati nel 1881. E ancora, il 4 novembre 1943, quando il popolo cosentino assaltò la prefettura e cacciò il prefetto fascista Enrico Endrich, fu da questo stesso balcone che il politico Fausto Gullo tenne il discorso che placò la folla: «Non invito alla vendetta ma alla consapevolezza dei compiti nuovi nella giustizia e nella libertà».

  • Momento ideale: il palazzo è una sede istituzionale attiva. Le sale possono essere visitate in determinate occasioni, come le Giornate FAI o eventi culturali organizzati dalla Provincia. L’Enoteca Regionale è invece aperta al pubblico e visitabile autonomamente.
  • Accessibilità: la struttura è nel centro storico su Piazza XV Marzo, raggiungibile a piedi. Come per molti edifici storici ottocenteschi, e seppure dotato di ascensori, alcune aree interne potrebbero presentare limitazioni.
  • Cultura locale: Piazza XV Marzo è il cuore civile di Cosenza. Il nome ricorda la rivolta antiborbonica del 15 marzo 1844, quando un gruppo di giovani liberali tentò di sollevare la Calabria. La piazza raccoglie in pochi metri il Palazzo del Governo, il Teatro Rendano, la Biblioteca Civica, temporaneamente chiusa per restauro e sede dell’Accademia Cosentina, e la statua di Bernardino Telesio, il filosofo cosentino che anticipò il metodo scientifico moderno.
  • Itinerario consigliato: da Piazza XV Marzo risali verso il Castello Normanno-Svevo sul colle Pancrazio, da cui lo sguardo abbraccia la confluenza tra il Crati e il Busento.  Ritorna poi lungo il Corso Telesio verso la Cattedrale di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1222 alla presenza di Federico II, dove è conservata la Madonna del Pilerio, patrona della città. Prima di lasciare il centro storico, fai tappa alla Galleria Nazionale  in Palazzo Arnone.

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