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Dieta mediterranea, esperti a confronto sul modello calabrese

Dieta mediterranea, esperti a confronto sul modello calabrese

La dieta mediterranea non è solo lo stile alimentare di cui spesso si parla. È un patrimonio culturale, uno strumento di prevenzione, l’espressione più viva e sincera delle comunità, a maggior ragione in Calabria, regione ricca di prodotti naturali, biodiversità e tradizioni culinarie.

Questo il filo conduttore dell’incontro “Il gusto della Calabria nella dieta mediterranea”, ospitato al Palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos e promosso dall’Accademia Calabra, che ha riunito specialisti della nutrizione, della cardiologia e dell’oncologia per un confronto sul tema.

Tra quelli discussi, il ruolo degli alimenti antiossidanti nella prevenzione cardiovascolare, il valore nutrizionale dell’olio d’oliva, gli effetti della dieta mediterranea nella cura oncologica. A moderare l’incontro Domenico Gabrielli, presidente della fondazione Per il Tuo Cuore.

Il professor Giuseppe I.W. Germanò, docente di Medicina Interna alla Sapienza, ha sottolineato come il contrasto allo stress ossidativo sia oggi una delle priorità nella prevenzione delle patologie croniche. «Le sostanze che proteggono l’organismo sono già presenti sulle nostre tavole: pensiamo ai polifenoli contenuti in frutta, verdura, vino rosso, legumi e spezie». Germanò ha citato il “paradosso francese”, ovvero la minore incidenza di patologie cardiovascolari in aree ad alta densità lipidica come Bordeaux, dove però si consuma vino rosso ricco di antiossidanti. «Studi clinici hanno dimostrato che il vino rosso, rispetto al bianco, incrementa i polifenoli circolanti e riduce l’ossidazione del colesterolo».

Un altro alimento molto presente nella cucina calabrese è il merluzzo. «Arrivato sulle coste calabre in tempi remoti – ha spiegato ancora Germanò – era inizialmente considerato cibo povero. Oggi, grazie a una cultura gastronomica attenta e creativa, è un alimento principe della dieta regionale. In luoghi come Mammola e Cittanova, la lavorazione del merluzzo è diventata anche simbolo di identità e sostenibilità».

Francesco Barillà, presidente della fondazione Il Cuore Siamo Noi, ha parlato dell’evoluzione della prevenzione cardiovascolare, sempre più orientata a integrare alimentazione e stili di vita. Vincenzo Montemurro, della Società Italiana di Nutraceutica, ha ribadito l’importanza dell’olio extravergine d’oliva, «vero e proprio alleato della salute per le sue proprietà antinfiammatorie e protettive».

Lisa Salvatore e Maria Bensi, oncologhe presso il Policlinico Gemelli, hanno mostrato dati e casi clinici sull’impatto della dieta mediterranea nella prevenzione e nella cura oncologica. «Il valore non è solo nei singoli alimenti, ma nella struttura complessiva del modello: stagionalità, varietà, equilibrio, qualità delle materie prime».

Un riconoscimento speciale è stato conferito a Pasquale Antonio Fratto, direttore dell’UOC di Cardiochirurgia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, per il suo impegno nella sanità calabrese.

L’incontro, aperto dal vicepresidente dell’Accademia Calabra Domenico Naccari, è stato concluso dal presidente Giacomo Francesco Saccomanno che ha ricordato come «il benessere comincia da ciò che portiamo in tavola, e la dieta mediterranea resta una delle scelte più efficaci e sostenibili per conservarlo».

(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it

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