Festa per la regina della Sila, a Lagarò torna la Sagra della patata
È un alimento semplice e molto saporito, spesso definito “povero”, ma indispensabile in cucina perché trova spazio in tante preparazioni: dagli antipasti ai primi piatti, dai contorni ai dolci, perfino per il gelato. La Patata della Sila è tra gli alimenti che meglio rappresentano la cucina calabrese, ma la sua diffusione ha da tempo superato i confini. Entra infatti nei piatti di molte altre cucine regionali, riconosciuta per caratteristiche che la distinguono da ogni altra come la compattezza, la consistenza in cottura e la versatilità che la rende adatta a tante ricette.


Queste qualità non nascono per caso. Sull’altopiano della Sila, a oltre 1300 metri di quota le escursioni termiche – con giornate calde e notti fresche durante la stagione estiva – incidono sulla sostanza secca e sulla struttura del tubero; le patate crescono in un suolo fertile ricco di minerali irrigato con acqua sorgiva in abbondanza, in un contesto dove l’aria è tra le più pulite d’Europa. Così la coltivazione è diventata l’attività centrale per l’economia silana, con pratiche agricole tradizionali insieme a metodi moderni a basso impatto ambientale.

La storia recente dimostra come, da un prodotto destinato all’autoconsumo, sia stato possibile passare a una realtà organizzata in grado di sostenere il mercato nazionale. La svolta è arrivata con la nascita del Consorzio e, nel 2010, con il riconoscimento IGP. Da allora la Patata della Sila ha guadagnato spazio nella grande distribuzione, con volumi cresciuti esponenzialmente. Oggi le aziende agricole conferiscono al Consorzio produzioni standardizzate, controllate e selezionate, garantendo continuità di fornitura a supermercati e industrie di trasformazione.



Un percorso virtuoso che in questo periodo viene celebrato nei luoghi a forte vocazione produttiva come Lagarò Lupinacci, nel comune di Celico, che da oggi 4 settembre e fino a domenica 6 ospita la nuova edizione della manifestazione, rinnovata nella formula del Lagarò Experience – Festival della Patata della Sila. Il programma gastronomico sarà un viaggio tra le specialità silane. Le patate ‘mpacchiuse con cipolla rossa di Tropea restano tra i piatti più richiesti, ma accanto compaiono gnocchi preparati al momento, spiedini di patata e numerose altre varianti che testimoniano la versatilità del prodotto. Non mancano le carni alla brace, come le bistecche di podolica calabrese, e l’intramontabile panino con salsiccia e caciocavallo. Gli stand propongono formaggi, salumi, conserve e dolci tipici, prodotti che raccontano la varietà di un territorio agricolo molto vivace.


Oggi alle 18:00 nel parco storico del casino Lupinacci si aprirà con il convegno istituzionale «La Patata della Sila: filiera, identità e futuro», su tutela del marchio, tracciabilità, apertura ai nuovi mercati e gestione della risorsa idrica di fronte ai mutamenti climatici. L’incontro, che rientra nel progetto di cooperazione «Rural Hub Calabria» sostenuto dal FEASR nell’ambito del CSR Calabria 2023-2027, vedrà i saluti del sindaco di Celico Matteo Lettieri e del presidente del GAL Sila Antonio Candalise. Il dibattito, moderato dal giornalista Valerio Caparelli, ospiterà gli interventi di Pietro Tarasi, presidente del Consorzio di Tutela Patata della Sila IGP, dell’agronomo Michele Santaniello, del direttore generale ARSAC Fulvia Michela Caligiuri e del commissario straordinario del Parco della Sila Liborio Bloise, con conclusioni affidate all’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo. Il programma culturale prosegue sabato 5 settembre alle 17:00 con il dibattito «Il cibo racconta la Sila» su turismo e sviluppo delle aree interne, mentre domenica 6 settembre alle 9:00 si svolgerà l’escursione guidata «Tra campi, boschi e sapori» a cura delle Guide del Parco Nazionale della Sila.
Ogni sera, dalle 21:00, spazio ai concerti e all’intrattenimento con gli spettacoli dal vivo di C’è Rino Band, Angelo Famao, Nevis e Asya e I Teppisti dei Sogni.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)