“Festival dell’argomento a piacere” a Roccella, apre Enrico Mentana
In un’epoca in cui tutti devono essere per forza esperti di qualcosa, cosa c’è di più bello che riscoprire il vecchio “tema a piacere”? Sul lungomare di Roccella Jonica torna il festival che parte proprio da qui: dare spazio alle passioni più autentiche, divertenti e spesso intime di grandi nomi della televisione e della cultura italiana. Il meccanismo è quello che ha conquistato il pubblico lo scorso anno: gli ospiti scelgono la materia, salgono sul palco spogliandosi dei loro ruoli istituzionali o delle cariche quotidiane e si raccontano al di là della loro professione.

A guidare queste tre serate di incontri sul lungomare, da stasera a domenica presso il Largo Colonne Rita Levi Montalcini, è ancora una volta il giornalista e conduttore Tommaso Labate, direttore artistico del “Festival dell’argomento a piacere” rassegna promossa dal Comune reggino e prodotta da Elastica. In questo festival sono gli ospiti a scegliere l’argomento di cui parlare, senza una cornice tematica definita, ma soprattutto al di là delle cariche, dei ruoli, delle professioni. Una tre giorni per raccontare le passioni, hobby, e interessi di volti noti al grande pubblico.

Il primo grande “argomento a piacere” nel prime time di domani, alle ore 21, giocherà in casa e vedrà salire sul palco Enrico Mentana con un incontro inedito intitolato “Calabria, mio ​​padre: alle origini di Enrico Mentana”. In un dialogo “sentimentale” condotto da Tommaso Labate, il direttore del TgLa7 racconterà la sua infanzia e il legame profondo con la figura paterna. Suo padre Francesco, stimato giornalista sportivo, era infatti originario di Bova, in provincia di Reggio Calabria. È qui che Mentana ha trascorso tutte le estati della sua giovinezza ed è qui che è avvenuta la sua vera formazione emotiva. Un appuntamento per scoprire cosa il padre gli ha lasciato in eredità e i motivi che, ancora oggi, lo spingono a tornare ogni anno nella casa di famiglia.
Sabato, sempre alle 21, il testimone passa a Nicola Savino e alla sua personalissima sfida: “La mia lotta di classe tra radio e tv”. Nato e cresciuto a Metanopoli, frazione alle porte di Milano, con un padre ingegnere dell’ENI costantemente in viaggio, Savino metterà in scena la sua incredibile e ironica scalata nel mondo dei media. Il pubblico potrà scoprire i retroscena di una carriera iniziata come stagista in radio, passata attraverso la regia e il ruolo di “uomo della strada” al fianco di Linus, fino all’approdo sul piccolo schermo prima come autore, poi come voce e infine come volto di punta di grandissimi programmi, fino alla conduzione del dopofestival.


L’ultimo grande punto di vista inedito, domenica 21 giugno, alle 21, sarà quello di Sabina Guzzanti con il suo “AI – L’Artificialità Intelligente”.

Accompagnata da Tommaso Labate, l’attrice e regista proporrà una riflessione a ruota libera sul suo personalissimo e ironico rapporto con l’intelligenza artificiale. Sarà un viaggio fatto di pensieri intimi, considerazioni ironiche e sguardi allargati sulla nostra società contemporanea, per guardare al futuro tecnologico che ci aspetta ridendo ma senza mai banalizzare.
Come nella scorsa edizione, la rassegna si arricchisce della striscia pomeridiana dedicata alle novità editoriali con la sezione “Libri al festival”. Si parte oggi, alle 19, con Concita De Gregorio e il suo “La Cura” (Einaudi), una riflessione intima sulla forza terapeutica dei legami umani nei momenti più difficili della vita. Il pomeriggio di sabato raddoppia l’offerta e spazia dalle eccellenze del Made in Italy ai legami umani. Si parte alle 18 con l’imprenditore Nuccio Caffo, amministratore delegato dello storico gruppo liquoristico, che presenterà “Semper ad maiora” (Rubettino): una vera e propria “storia liquida d’Italia” che ripercorre l’evoluzione del Paese attraverso marchi iconici, tradizioni produttive e aneddoti di brand entrati nella memoria collettiva.


A seguire, alle 19, Serena Bortone presenterà il suo romanzo d’esordio “Le dirimpettaie” (Rizzoli), un affresco ironico, lucido e nostalgico sulle dinamiche umane, l’amicizia ei segreti custoditi dietro le finestre di un condominio romano. A chiudere gli appuntamenti letterari, domenica 21 giugno, alle 19, sarà Danilo Chirico con il volume “La figlia del Clan” (Piemme), un’indagine giornalistica drammatica e coraggiosa sul peso delle eredità criminali e sulle storie di riscatto e resistenza contro le mafie.
«Gli argomenti a piacere, come insegnavano i maestri veramente bravi, sono quelli su cui davvero si misura il valore di un essere umano — spiega Tommaso Labate —. Le domande più difficili, non le più facili. Con l’argomento a piacere si risponde a due domande: con la prima, qual è il “tuo” argomento, si misura la qualità della tua passione; con la seconda si misura come ne sai parlare. È più arduo, ed è errato immaginare che sia quella semplice: è la domanda più difficile. Meritava un festival che non esisteva ancora da nessuna parte».
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