Fuscaldo: un paese di pietra e vento

Passeggiare per i vicoli dei nostri paesi suscita spesso emozioni contrastanti: da una parte, laddove è accaduto, il recupero consente di restituire allo sguardo moderno la traccia antica, soprattutto quella fatta di grandezza e lignaggi, di arte e bellezza; dall’altra, il silenzio e il senso di abbandono e svuotamento suonano come la sconfitta della Storia che ha perso attori e pubblico, dolorosa quanto quella della terra che perde i suoi figli.



Fuscaldo è un paese della costa tirrenica cosentina, su cui si estende la sua Marina, mentre il sito più antico si arrocca su uno sperone roccioso, a circa 350 metri dal livello del mare, e, come tutti i paesi litoranei, offre scorci panoramici ampi e generosi. La sua storia più antica è tutta quassù e percorre i secoli senza sapere con certezza da dove sia partita: una sospensione pari a quella aerea tra acqua e cielo tirrenico.


Le sue vestigia, però, parlano di nobiltà e monumentalità, scolpite ovunque nella pietra, che abili mani hanno trasformato in ricamo e arabesco decorativo per significare rango, arte, competenze e gusto estetico.


Per questa sua peculiarità, Fuscaldo è definito “Il paese dei 100 portali”, imponenti e tutti diversi, accessi ai numerosi palazzi signorili che impreziosiscono le vie tortuose del sito più antico, sovrapponendo stili e periodi storici, “pietra su pietra”, è il caso di dire.
Quando Fuscaldo era nota per gli scalpellini
Un antico mestiere, quello degli scalpellini di Fuscaldo, praticato fin dal 1300 e per lunghi secoli, e conosciuto ben oltre i confini nazionali. Meno noti, invece, i nomi di questi artisti.
Un’arte che diventa scuola nel 1500 quando si aprono diversi cantieri nei pressi della porta secondaria della prima cinta feudale, la cosiddetta Porticella, e si vanno definendo i vari quartieri. È allora che, come afferma G.B. Giglio nel libro “Scalpellini di Calabria”, «vengono costruiti sontuosi palazzi all’interno e persino sulle mura della prima cinta feudale, come i palazzi Plastina e Mazzei».



Un’ arte che infiora tutto il territorio limitrofo e non solo: circa 300 palazzi nell’Avenida del Rio Branco di Rio de Janeiro portano la loro firma.
Qui la fatica di un lavoro duro e aspro e la callosità delle mani si sono trasformate in intreccio prezioso di foglie d’acanto, piante e fiori esotici, linee e moduli che abbelliscono palazzi, ballatoi, balconate panciute, portali, rosoni, statue, selciati. In ogni vicolo la dura pietra è diventata gemma e ornamento e porta incisa la storia di una comunità. Qui è l’umiltà dell’artigiano che certifica la nobiltà del signore. Qui il lavoro ha nobilitato più i servi che i padroni.



Ma Fuscaldo è definito anche il “paese di pietra e vento” perché la sua pietra è l’arenaria, proprio quella che impasta roccia e aria, forse metafore di un Sud che resiste nei segni del passato e si disperde nei disegni del futuro, che si crogiola tra restanza e partenza. (Maria Cavallo)
info@meravigliedicalabria.it