I diapiri salini di Zinga, la matrice originale per ricostruire la vita sulla Terra

di Roberto De Santo
Tracce di un evento geologico avvenuto milioni di anni fa. Trasposizioni reali di mondi paralleli che regalano emozioni uniche come il paesaggio che circonda il fantastico sito incastonato all’interno del Marchesato crotonese. Tutto questo è racchiuso nei “diapiri salini” di Zinga. Nella piccola frazione del Comune di Casabona, in provincia di Crotone, esiste questo luogo magico creato dalla natura.

Tra i pochi esempi al mondo di questo straordinario fenomeno che ha portato alla formazione dei diapiri. Un termine che proviene dal greco diapuros (διᾴπυρος) che significa rovente. Si tratta di fastose rocce di sale che, come grandi cristalli, sgorgano direttamente dalla superficie terreste trasferendo tutto il misterioso fascino di quell’evento accaduto ben 5,6 milioni di anni fa.
Le teorie sulla crisi del Messiniano
Un evento così remoto e denominato dai geologi come “crisi di salinità del Messiniano”. In quell’epoca le acque del Mar Mediterraneo evaporarono quasi completamente. Sulle cause di questo devastante evento sono state elaborate diverse teorie. Una prima si basa sulla teoria della tettonica a placche. Stando a questa tesi, il movimento della placca africana assieme alle placche arabica ed euroasiatica portò all’isolamento del Mediterraneo.
Un’altra teoria propende all’ipotesi che la chiusura dello Stretto di Gibilterra potesse derivare dall’abbassamento del livello del mare a seguito del processo di glaciazione della calotta antartica. L’ultimo studio su quell’evento realizzato nel 2015 ha fornito una nuova convincente teoria.

Secondo questo studio, ci sarebbe un legame stretto tra espansione dei ghiacci antartici e la crisi messiniana. La tesi si basa sullo studio di 60 carotaggi di sedimenti ricavati da varie campagne di perforazione intorno all’Antartide. Per compiere questa ricerca, inoltre, è stato usato un modello computerizzato per simulare la crescita della coltre glaciale antartica, per vedere quale impatto potesse avere quella crescita, oltre all’abbassamento del livello del mare.
Ebbene da quella simulazione computerizzata, è emerso che con l’evaporazione del Mediterraneo, la crosta terrestre intorno allo Stretto di Gibilterra iniziò ad alzarsi, per la mancanza del peso sovrastante dell’acqua. Questa situazione durò fin quando la crosta non cominciò a rilassarsi e la calotta antartica si sciolse.
Custodi del tempo
Di quello stupefacente sconvolgimento naturale dunque è rimasta una traccia indelebile in Calabria, qui proprio in località Zinga di Casabona. I diapiri di Zinga, posseggono il primato in Europa come i primi per dimensione ed estensione perché nell’arco di pochi chilometri troviamo molti esempi – tre dei quali si conoscono con certezza – anche diversi tra loro. Per la loro importanza questo luogo è stato riconosciuto – con tanto di istituzione ufficiale – come Geosito dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra) del Ministero della Transizione Ecologica a valenza di interesse internazionale.

Ma questa importanza è legata anche alla circostanza che sono custodi della storia del Mar Mediterraneo perché al loro interno conservano quanto avvenuto in quel periodo geologico. Secondo recenti studi condotti in questa zona, sono emerse peculiarità che rendono prezioso questo sito. Nei diapiri di Zinga sono state infatti rinvenuti batteri e microalghe rimasti bloccati in gocce di sale da milioni di anni. Una scoperta che potrebbe rivelarsi fondamentale per ricostruire l’evoluzione del pianeta e degli organismi viventi sulla Terra. Un aspetto che rende ancora più prezioso questo angolo del territorio crotonese non solo per la Calabria. (Foto: Associazione Halite)