Il futuro dell’Arbëria tra cultura, innovazione e cooperazione internazionale
La prima giornata, venerdì 23 ottobre, si è svolta a Carfizzi, con un confronto dedicato ai rapporti tra le comunità arbëreshe, i Balcani e la diaspora albanese. Ad aprire e moderare i lavori è stata Ursula Basta. Dopo gli inni nazionali italiano e albanese e le note di Lule Lule, il presidente di Fili Meridiani Ettore Bonanno ha accolto gli ospiti. La proiezione del documentario COHA – Visioni d’Oriente in Arbëria ha introdotto i temi dell’identità, della memoria e dei legami culturali con il mondo balcanico.
Il sindaco Mario Amato ha richiamato l’importanza della collaborazione tra i comuni arbëreshë, mentre Anna Madeo, Console Onorario della Repubblica d’Albania in Calabria, ha illustrato prospettive e progetti di cooperazione. Al centro del confronto anche le nuove generazioni della diaspora, con Lirim Krasniqi, che ha presentato OriginAL, il progetto che permette ai giovani di origine albanese di riscoprire i territori delle proprie famiglie. Gjovani Cinari, dell’Albanian Business Network, ha raccontato il valore delle reti tra professionisti e imprenditori albanesi.
Significativa la testimonianza di Zamira Gjeleshi, docente del Ginnasio Fiqiri Dine di Maqellarë, che ha sottolineato il ruolo dell’educazione nel costruire legami tra le nuove generazioni. Dal ginnasio albanese è arrivato anche un dono simbolico a Fili Meridiani: una stella denominata Arbëria.
Spazio all’audiovisivo come strumento di valorizzazione delle minoranze linguistiche con Emanuele Galloni, legato al progetto Matrice Arbëreshe, e all’accoglienza con Francesco Vizza, presidente della Cooperativa Agape.
La serata ha restituito il volto della tradizione carfizzota, con la serenata carfizzota, i Cantori Arbëresh di Carfizzi e la voce della maestra Mariannina Leonetti. Non è mancato il saluto dello scrittore Carmine Abate, nel contesto del Parco Letterario a lui dedicato. A completare l’esperienza, una degustazione del Gin Arbëresh Asturi e dei vini arbëreshë di Tenuta Renda, esempi di valorizzazione delle produzioni identitarie e di promozione territoriale.
San Nicola dell’Alto, le tradizioni diventano opportunità
Sabato 24 ottobre il festival ha fatto tappa a San Nicola dell’Alto, con il talk “Territori che attraggono”, dedicato alle prospettive delle aree interne attraverso turismo, produzioni locali e imprenditoria.
Ad accogliere gli ospiti il gruppo folkloristico Oreste Ventrice, premiato per i suoi 70 anni di attività, testimonianza di un lungo percorso di tutela delle tradizioni arbëreshe.
Il confronto, moderato da Fabio Spadafora, si è aperto con l’intervento in lingua arbëreshe della vicesindaca Tiziana Basta, che ha sottolineato il valore della lingua come elemento fondamentale dell’identità culturale.
Angelo Astorino, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Crotone, ha approfondito il ruolo dell’impresa nello sviluppo dei territori. A seguire, le esperienze di Franca Ruggiero e Pina Valente, protagoniste del racconto delle “Nonne d’Arbëria” e delle produzioni artigianali del Salumificio San Cristoforo; Gennaro De Fazio, ideatore di Gin Asturi, presentato come il primo gin arbëresh; e Diletta Iocca, impegnata nella valorizzazione dell’olio e delle produzioni locali.
Il turismo esperienziale è stato al centro degli interventi di Salvatore Franco, guida ambientale del Pollino, e Pajtim Vranici, di Dibra Explorer. Cristian Zuin, di Protur Media, e Francesco Biacca, del Festival dell’Ospitalità, hanno completato il confronto sulle nuove forme di narrazione e accoglienza turistica.
La mattinata è proseguita con un buffet offerto dall’Amministrazione comunale e una visita guidata al Museo della Civiltà Contadina, al centro storico e alla Pizzuta, punto panoramico del paese.
Pallagorio, una grande festa tra cultura, gastronomia e musica Nel pomeriggio di sabato, il festival si è spostato a Pallagorio, coinvolgendo un pubblico numeroso in un programma di storia, arte, gastronomia e musica.
Dalla visita alle campane arbëreshe, curata dalla Pro Loco Ofelia Giudicissi, all’Arbëria Experience, condotta da Alessandro Frontera insieme ai Mystery Hunters, il pubblico ha potuto approfondire il patrimonio storico e le radici bizantine della cultura arbëreshe. Il percorso è stato arricchito dalle incursioni musicali dei Tarant Bau di Plataci, dalla riscoperta delle bambole tradizionali Pupugheji con Carmela Fazio e dalla scoperta dei murales e degli Ori Arbëresh La Pietra. Con l’arrivo della sera, viale Carmine, vestito di rosso e nero, si è trasformato in una grande festa popolare. La Sagra della Podolica, con le specialità della Macelleria Scigliano e i dolci della pasticceria The Best Momenti, ha valorizzato le eccellenze gastronomiche locali.
Sul palco si sono alternati il cantastorie arbëresh Marco Moccia, gli Ajri i Lumit, gruppo di ricerca musicale di San Martino di Finita, e i Tarant Bau, che hanno coinvolto il pubblico tra musica e danze.
Grande partecipazione alla Dromësat Challenge, dedicata alla preparazione dal vivo della pasta benedetta degli arbëreshë, con Rosina Marra, Raffaella Bossio e Stefania Demasi e la partecipazione di Alessia Sisca, presidente di Slow Food Crotone. La serata, condotta da Carmelina Mele, si è conclusa con Arbëria Remix, il DJ set di Salerno DJ. Durante la giornata, il MUZÉ – Spazio Arbëria ha accolto numerosi visitatori. Significativa anche la presenza del sindaco di Dibra e Madhe, Fisnik Mela, giunto dalla Macedonia del Nord con una delegazione municipale.