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Il tesoro dell’Antica Kaulon a Monasterace, reperti di straordinaria importanza sulla costa ionica reggina

Il tesoro dell’Antica Kaulon a Monasterace, reperti di straordinaria importanza sulla costa ionica reggina

di Mariateresa Ripolo

Una bellezza e un fascino resi unici dall’affaccio sul Mar Ionio, forza e fragilità di un sito su cui si sta lavorando.

MONASTERACE Un luogo di straordinaria importanza per i reperti archeologici che ha custodito nel tempo e restituito a un territorio ricco di storia e cultura. Una bellezza e un fascino resi unici dall’affaccio sul Mar Ionio, una caratteristica che ha reso il Parco archeologico dell’Antica Kaulon a Monasterace, in provincia di Reggio Calabria, anche un sito particolarmente fragile considerando il fenomeno dell’erosione costiera che insiste sul territorio. Il sito sarà adesso oggetto di importanti interventi: dopo la bonifica da ordigni bellici in tutta l’area che si è svolta da ottobre a dicembre 2022, i lavori di valorizzazione consisteranno nella messa in sicurezza e nel miglioramento della fruizione del parco archeologico. L’intervento, finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del Pon Cultura, è per un importo di 1.500.000 di euro. Il progetto è stato curato dalla Direzione regionale Musei Calabria e dalla Soprintendenza Abap per la città di Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Il Museo e il Parco Archeologico

Il Parco Archeologico si estende lungo la costa ed è accessibile attraverso un sottopasso della Strada Statale Jonica 106 in prossimità del Museo.

parco archeologico antica kaulon4 - Meraviglie di Calabria - 10

Il polo museale racconta e illustra le campagne archeologiche che si sono susseguite e che ricostruiscono la storia dell’antica colonia magnogreca e custodisce reperti di straordinaria importanza e rarità, tra questi la “Tabula Cauloniensis”, un reperto di grande valenza scientifica con dedica a Zeus in alfabeto acheo risalente al 470-460 a.C. E poi la cosiddetta “Casa del Drago” dall’immagine raffigurata sul mosaico pavimentale portato alla luce dall’archeologo e professore Francesco Cuteri e il pavimento a mosaico anch’esso di una abitazione dove sono riprodotti delfini, draghi e ippocampi. Ma sono numerosissimi i reperti che l’area ha custodito e che gli scavi hanno restituito. Il Parco Archeologico ingloba i resti delle aree sacre, delle mura di cinta e delle abitazioni della polis.

parco archeologico antica kaulon5 - Meraviglie di Calabria - 12

L’affaccio sul mar Ionio, la sua fragilità e la sua forza

La particolarità del parco archeologico di Monasterace consiste poi nell’affaccio sul Mar Ionio, un punto che lo rende per molti versi affascinante, per altri, ci spiega la responsabile Elisa Nisticò, «un luogo fragile» . Una fragilità che «crea luci e ombre». «È anche la sua forza – spiega Nisticò – perché rende il parco complesso, – anche perché lo è stratigraficamente dal punto di vista scientifico e archeologico – ma anche perché lo rende particolarmente diverso e bellissimo. È in una posizione strategica, lo è sempre stato, dall’antichità ad oggi, magari oggi poco conosciuto e battuto». La vicinanza al mare ha rappresentato per molto tempo una minaccia. Nel 2013 una mareggiata ha messo in pericolo parte del parco. «Il Ministero si è subito adoperato per porre rimedio con delle gabbionate a mare, quindi una protezione di barriera dalle onde dalla violenza del mare, che è un appunto anche un grande problema. I lavori che inizieranno a breve – aggiunge Nisticò – serviranno innanzitutto a limitare tutte queste azioni disastrose, accidentali, ma violente».

Conservazione e accessibilità

Le infrastrutture di base per la fruizione consisteranno in un sistema dei percorsi e di aree di sosta, arredi per le piazzole di sosta, pannelli didattici, la messa a dimora di piante di ulivo e la realizzazione di uno schermo verde formato da arbusti interrati di lentisco e di altre specie proprie della vegetazione locale e da impianti di illuminazione e di videosorveglianza.

parco archeologico antica kaulon9 - Meraviglie di Calabria - 14

Inoltre sono previsti percorsi carrabili e ciclopedonali e interventi di restauro delle superfici decorate dei resti archeologici. «La parola chiave – afferma Nisticò – è “accessibilità” a 360 gradi, quindi a livello di protezione del sito, ma anche fisica attraverso l’abbattimento canonico delle barriere architettoniche e la creazione di percorsi, arredi urbani, piste, creeremo una pista ciclabile. Sono tutte azioni di comfort e di accessibilità, anche cognitiva. Quindi la creazione di un nuovo piano di comunicazione e di un’identità che speriamo renda finalmente merito a un posto di così straordinario valore».

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