La buona stella, su Rai 1 la miniserie girata in Calabria
La Calabria torna in prima serata su Rai 1, e questa volta con gli scenari della costa ionica. Dal 13 aprile, per tre lunedì consecutivi alle 21.30, va in onda “La buona stella”, serie coprodotta da Rai Fiction e Paypermoon Italia – con il sostegno della Calabria Film Commission – diretta da Luca Brignone, con Miriam Dalmazio, Filippo Scicchitano, Francesco Arca, Laura Cravedi, Claudio Corinaldesi, Massimo De Santis e Alessio Praticò. Le riprese si sono svolte per tre settimane in Calabria, con un centinaio di professionisti locali coinvolti tra tecnici, attori, piccoli ruoli e comparse.



Crotone, Isola Capo Rizzuto, Cutro, Botricello e Lamezia Terme sono i luoghi di una fuga e di un’indagine avvincente che parte da una borsa piena di soldi rubata sulla scena di un crimine. Simone, ex calciatore con un matrimonio fallito alle spalle, la sottrae senza sapere a chi appartiene davvero. Stella, ispettrice di polizia ancora segnata dalla perdita dell’uomo che amava, si ritrova a indagare proprio su quel crimine. I due non si conoscono, ma le loro storie convergono mentre Simone, braccato dai criminali a cui ha sottratto il denaro, è costretto a fuggire con l’ex moglie e la figlia lungo le coste calabresi. Valerio, dirigente degli Affari Interni interpretato da Francesco Arca, complica ulteriormente le indagini di Stella, ostacolata da un odio antico che non riesce a mettere da parte.


«Interpretare Stella Rongoni è stato un vero regalo — dice Miriam Dalmazio —. Ho avuto la possibilità di esplorare un genere nuovo, il crime, e di fare un viaggio all’interno di un personaggio molto distante da me. Stella porta un messaggio molto bello per questi tempi bui: essere ancorati alla vita, amarla e rimanere lucidi nei momenti peggiori per cogliere le seconde possibilità ». Francesco Arca descrive il suo personaggio come «un uomo duro, ma quella durezza nasce da un dolore che non ha mai davvero elaborato». Il regista Luca Brignone parla di «un viaggio dentro le fragilità più profonde dei personaggi, un continuo confronto con il loro buio e con quella sottile linea che separa la disperazione dal coraggio».
(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it