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La lira calabrese dei liutai Corrado suonata nel tour di Fiorella Mannoia

La lira calabrese dei liutai Corrado suonata nel tour di Fiorella Mannoia

Un’altra storia di strumenti calabresi suonati sui grandi palcoscenici. Un’altra storia di artigianato locale sempre più apprezzato da grandi musicisti. Questa volta si tratta della lira calabrese – realizzata nel laboratorio di Montegiordano della Liuteria Jonica Corrado – che ha fatto il giro d’Italia con il tour estivo “Anime Salve” di Fiorella Mannoia, dedicato alle canzoni di Fabrizio De André e Ivano Fossati. A suonare la lira è Teresa Corrado, magnifica polistrumentista amica di lunga data della bottega.

L’antico strumento ad arco è chiamato calabrese perché ha alcune caratteristiche – come le tre corde, la mancanza di tastiera e capotasto – che lo rendono unico rispetto alla lira tradizionale e, a differenza di quest’ultima suonata pizzicando con le dita, le note vengono eseguite con l’archetto. La lira che accompagna da sempre il repertorio della tradizione popolare calabrese è stata costruita dalle abili mani di Vincenzo e Marco Corrado, padre e figlio, che condividono la passione per la musica e i segreti di una lunga cultura artigiana. Hanno scelto di realizzarla con abete del Pollino per la tavola armonica ed eucalipto di Montegiordano per il corpo, seguendo la stessa filosofia di materiali del territorio che ha fatto nascere anche il Violino Pollino, presentato di recente a Masistro Park, suonato dal maestro Mauro Tortorelli.

Gli strumenti realizzati dai maestri Corrado hanno raggiunto altri palchi di primo piano come, tra gli altri, quello di Vinicio Capossela, a cui è stata consegnata una loro chitarra battente, e quelli di concertisti di tutta Italia. Appartiene a loro anche la realizzazione del gran violino a cinque corde, una vera e propria re-invenzione strumentale nata da un’idea di Mauro Tortorelli. Uno strumento unico nel suo genere che, grazie all’aggiunta di una quinta corda, corrispondente alla corda più grave della viola, racchiude in sé i registri di violino e viola, permettendo all’esecutore di spaziare tra timbri caldi e profondi e sonorità acute e luminose.

di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)

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