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Nicotera, Chiesa dell’Immacolata presto a nuova luce

Nicotera, Chiesa dell’Immacolata presto a nuova luce

Innalzare la capacità di resistere ai terremoti e migliorare le fessure presenti e le criticità strutturali riscontrate nel luogo di culto. Portando a termine anche un’analisi più puntuale sullo stato di salute dell’edificio. Sono gli obiettivi dell’intervento annunciato dal Segretariato regionale del Ministero della Cultura per la Calabria e che interesserà la settecentesca Chiesa dell’Immacolata a Nicotera. Si tratta di un progetto da 700mila euro e finanziato con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).


L’intervento è scaturito da evidenti criticità riscontrate dopo un’attenta analisi dai tecnici incaricati dal Segretariato. In particolare, comunica il Segretariato, sono state compiute dettagliate ed approfondite indagini sulle caratteristiche dei materiali grazie alle quali si sono potuti valutare adeguatamente gli interventi di rinforzo, i ripristini e le misure di rinforzo dell’apparato murario da attuare. Tutti gli interventi progettati saranno compatibili con la tutela del bene e consentiranno di restituire ai cittadini uno dei capolavori presenti nel centro vibonese
«Gli interventi, che hanno come obiettivo la riduzione della vulnerabilità sismica dell’edificio – spiegano – attuano massima attenzione alla scelta di materiali, impianti e tecnologie per il miglioramento sismico. L’approccio tendenzialmente è teso al “miglioramento” al fine di evitare interventi invasisi, tali da compromettere il rispetto delle fondamentali richieste di conservazione, che modificano del tutto il comportamento strutturale e che possano rivelarsi incongrui».

La storia

La Chiesa dell’Immacolata si trova nella marina di Nicotera, in Piazza Lacquaniti a 33 Km dalla Città capoluogo Vibo Valentia. Il centro abitato della suddetta Marina si suole far risalire ai primi anni del XIX sec., quando alcuni pescatori cominciarono a trasferirsi dal rione “Palmentieri”, posizione strategica dalla quale potevano tenere costantemente sotto controllo la sottostante Marina. Nel 1755 il Vescovo Mons. Francesco Franco autorizzò, nel 1755, la costruzione di una Cappella, dedicata all’Annunziata, con l’obbligo di celebrare la Messa la domenica e i giorni festivi per dare il comodo della Messa ai cittadini, che cominciavano ad abitare il villaggio marinaro, perché ormai “diruta la chiesa del monastero di San Francesco d’Assisi dove gli abitanti del luogo solevano ascoltare la messa”. A seguito del terremoto del 1783, fu nominato vicario generale in Calabria, il Marchese di Fuscaldo, che assegnò la rendita della soppressa parrocchia di Motta Filocastro e, contemporaneamente, nominò un economo che ebbe la cura spirituale di quella comunità che nel frattempo aveva raggiunto le 200 unità.

Ma come si rileva da una iscrizione marmorea, nel 1800, il sacerdote nicoterese Giovanni De Luca, ricostruì la chiesa e, poi, nel 1832, la completò del nuovo altare. Fino al 1832 il tempio era dedicato all’Annunziata. Il 27 settembre del 1834, il Vescovo Mons. Michelangelo Franchini elevò la chiesa a parrocchia. Il cambio di denominazione della chiesa è stato determinato sia dal fatto che era stata ritrovata in mare la bella statua dell’Immacolata Concezione, che per tutti i nicoteresi è stato interpretato come un segno della volontà divina, e sia dalla unanime disponibilità dei pescatori e del parroco.

Dal documento della Curia Vescovile, in cui viene ricordata la “bolla di fondazione” della parrocchia, è chiaro il legame del borgo dei pescatori con la chiesa e la statua della madonna Immacolata tanto che, fin dai tempi della sua istituzione, “i padroni di barca di Marina si sono obbligati a somministrare in perpetuo all’arciprete pro tempore una annua prestazione denominata “quarta” del pescato.” Tale convenzione è stata scrupolosamente osservata nel culto verso la Gran Madre di Dio sotto il titolo dell’Immacolata a sicura difesa per loro e per le loro famiglie.

Le condizioni della chiesa

La Chiesa dell’Immacolata Concezione è stata ristrutturata nel 1899, dopo essere stata danneggiata nel terremoto del 1896. Ulteriori lavori di rinforzo della struttura del tetto e conseguente ancoraggio della cupola sono stati eseguiti nel 1997. Sulla chiesa è stato effettuato l’ultimo intervento di manutenzione ordinaria nel 2001, riguardante la pitturazione interna ed esterna delle facciate.

L’immobile presenta una struttura portante in muratura di pietrame, che si sviluppa con un impianto a croce greca a navata unica e il presbiterio è preceduto da due gradini ad andamento curvilinee. L’impianto cruciforme originario è stato nel tempo ampliato con l’aggiunta della sacrestia da un lato e dal lato opposto (lato sinistro del transetto) con una piccola cappella, realizzata in cemento armato, posta sul lato adiacente al campanile. La copertura, poggiata su un cordolo di cemento armato, risulta realizzata con capriate in ferro e un controsoffitto in incannucciato (probabilmente deteriorato) coperto, all’intradosso, da finte volte a sesto ribassato. La struttura si completata con un manto di copertura a tegole.

All’interno l’ordine architettonico è segnato dalla presenza di semicolonne con capitelli compositi, situate agli angoli tra navata e transetto, da cui si dipartono quattro archi adorni che incorniciano la cupola a sesto ribassato. Lungo tutto il perimetro della chiesa sopra le semicolonne corre una trabeazione riccamente decorata in stucco ed oro fortemente degradata dall’umidità. L’interno è particolarmente ricco, si possono ammirare: l’artistico altare maggiore con tabernacolo addossato all’abside in cui trova sede la statua lignea dell’Immacolata Concezione e gli affreschi eseguiti dal pittore nicoterese Domenico Russo.

Allo stato attuale la facciata presenta un degrado diffuso, in particolare nel secondo ordine, dovuto all’azione usurante degli agenti atmosferici che hanno determinato un rapido deterioramento delle superfici. Le modanature delle cornici risultano erose dagli agenti atmosferici. Nella zoccolatura interna ed esterna, sono presenti parti di perdita di intonaco di finitura ed efflorescenze, dovute all’effetto di umidità di risalita capillare. Inoltre si riscontra sul prospetto principale la presenza più o meno diffusa di vegetazione infestante, muffe e licheni.

Nel complesso sulle superfici murarie, da una prima analisi visiva, risultano lievi fenomeni di dissesto, quali ad esempio: la presenza di un quadro fessurativo sul muro perimetrale della cappella lato sinistro del transetto e la presenza di una lesione dovuta alla creazione di una apertura di collegamento tra la chiesa e la casa parrocchiale adiacente. Si è riscontrato, inoltre, una disconnessione degli elementi di smaltimento delle acque piovane con conseguente effetto di infiltrazione di acque piovane presenti nella parte sommitale decorata dai dipinti nell’aula liturgica, nella zona dell’abside e nella cappella del lato destro del transetto. In generale l’analisi delle fessure visibili ed invisibili sulla struttura esistente dovranno essere oggetto di ulteriore verifica e consolidamento al fine della conservazione del luogo sacro.

info@meravigliedicalabria.it

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