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“Orghia. Miti, riti e misteri” in mostra al Museo della Sibaritide

“Orghia. Miti, riti e misteri” in mostra al Museo della Sibaritide

Reperti mai esposti prima, appena rinvenuti nei santuari di Locri Epizefiri e di Eraclea Lucana, sono esposti al Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. Fino al 17 settembre la mostra “Orghia. Miti, riti e misteri” accosta queste nuove scoperte ai reperti dei templi di Hera Lacinia a Capo Colonna e della Dama di Sibari, in un percorso dedicato al rapporto tra archeologia, terra e rigenerazione.

L’esposizione, visitata in anteprima dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli durante l’inaugurazione di Vinitaly and the City, segna l’avvio del Piano Olivetti per la Cultura. Per il museo è anche il segnale di una nuova fase, quella del riallestimento degli spazi dopo gli interventi seguiti all’alluvione che ha colpito l’area lo scorso febbraio.

Ideata e curata da Filippo Demma, direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, “Orghia” prosegue il progetto diffuso “Le Dee del Grano”, realizzato tra gennaio e giugno nei Musei Nazionali della Basilicata. Nella cultura antica gli orghia erano le azioni sacre, i gesti, le formule, i suoni e le offerte con cui donne e uomini tenevano vivo il rapporto con la divinità per chiedere fertilità e prosperità. La mostra accompagna il visitatore dalle azioni degli dèi, il mito, a quelle ripetute dagli uomini, il rito, raccontando l’incontro tra i culti italici e quelli greci e il legame tra le divinità della terra, i cicli della natura e le tradizioni popolari del Sud arrivate fino a oggi. L’allestimento ha anche un focus audiovisivo realizzato con i materiali delle Teche Rai e dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.

La mostra inaugura il programma estivo del museo dedicato al grano, che prosegue con “Vinitaly Follow Up Sibari 2026”. Per quattro fine settimana di agosto, l’1 e 2, il 7 e 8, il 22 e 23 e il 29 e 30, gli spazi archeologici ospitano concerti, spettacoli e momenti musicali, in collaborazione con Arsac e Regione Calabria.

«Con la mostra “Orghia” restituiamo centralità al legame indissolubile tra archeologia, terra e patrimonio immateriale – spiega Filippo Demma – offrendo una declinazione scientifica che unisce il vino al grano, pilastri della civiltà mediterranea. Il nostro obiettivo strategico resta quello di fare della ricerca e della valorizzazione un motore concreto di riscatto e coesione per il territorio, l’archeologia non deve essere semplice memoria, ma un’esperienza viva».

Per Stefano Lanna, direttore generale dell’Unità di missione del Piano Olivetti per la Cultura, la mostra interpreta pienamente la visione del progetto, «fare del patrimonio culturale una leva strategica di sviluppo, coesione sociale e crescita dei territori». Il museo, ha aggiunto, dimostra come i luoghi della cultura possano mettere in relazione ricerca, memoria, paesaggio, tradizioni produttive e comunità, con un’idea di cultura che non si limiti a conservare ma contribuisca a costruire il futuro del Paese, a partire dalle sue aree più ricche di storia.

info@meravigliedicalabria.it

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