Ornella Muti e un legame profondo con la Calabria
Grande partecipazione ed emozione a Palazzo dei Bruzi per la presentazione del libro di Ornella Muti “Questa non è Ornella Muti”, evento che ha visto la presenza anche di David Cronenberg, tra i più prestigiosi protagonisti del panorama culturale e cinematografico internazionale, ospite d’onore del Festival Internazionale delle Arti di Celico.



Nel corso dell’incontro, Ornella Muti ha dialogato con Antonietta Cozza, consigliera comunale delegata alla Cultura del sindaco Franz Caruso, raccontandosi in maniera autentica e intensa. L’attrice ha parlato della propria infanzia, definita “particolare”, e della madre, artista e donna “più moderna dell’Italia di quel tempo”, spesso considerata una straniera e guardata con diffidenza. “Sin dall’inizio della mia vita sono sempre stata un poco scomoda”, ha raccontato Ornella Muti che ha ricordato il forte legame con la madre, il suo amore per i cavalli, le sue origini russe e i difficili viaggi affrontati per arrivare in Italia.
Nel racconto dell’attrice emerge anche la figura del padre napoletano, giornalista, e il grande amore che legava i suoi genitori, pur in un rapporto complesso. Ampio spazio è stato dedicato al suo incontro casuale con il cinema. “Hanno scelto me non perché mia sorella fosse meno di me, ma perché avevo 14 anni e Franca Viola aveva 14 anni”, ha precisato.
Ornella Muti che ha poi riflettuto sul rapporto con il proprio nome d’arte.
“È un nome che mi ha portato fortuna, ma che non mi appartiene. Io mi identifico con Francesca”, ha affermato, spiegando quanto sia importante, con il passare degli anni, restare fedeli a se stessi. “Io non mi trovo a mio agio a fare la diva. Ornella Muti è una cosa – ha detto – ma io sono un’altra”. L’attrice ha raccontato anche la scelta di diventare madre contro il giudizio di molti, l’amore per la figlia Naike, “venuta per caso”, il rapporto costruito con lei e con gli altri figli Carolina e Andrea, la passione per gli animali, la fede profonda e l’empatia verso il prossimo. Nel corso della conversazione, Muti ha inoltre espresso il proprio amore per il cinema italiano.
“Il neorealismo lo abbiamo insegnato noi e Vittorio De Sica è stato il maestro”. Secondo l’attrice, oggi il cinema italiano continua ad esistere e ad esprimere qualità, come dimostra il lavoro di Paolo Sorrentino, anche se rispetto al passato è più difficile trovare sostegno adeguato per molti progetti.
Spazio anche alla sua esperienza teatrale, affrontata inizialmente con timore.
“Il teatro è una comunione tra te e il pubblico – ha sostenuto -. Il pubblico respira con te. È stata un’avventura meravigliosa”.
Infine, sollecitata dal sindaco Franz Caruso, Ornella Muti ha parlato del suo legame con la Calabria, nato anche grazie al matrimonio della figlia con un calabrese e consolidato dall’affetto degli amici che qui l’accolgono facendola sentire a casa.
A suggellare la mattinata intensa di emozioni, cultura e grande cinema, il sindaco Franz Caruso ha consegnato il sigillo d’oro della città a David Cronenberg e a Ornella Muti, protagonisti di uno dei momenti più sentiti dell’iniziativa.
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