Quel legame ancestrale con la “danza” a Cardeto

di Roberto De Santo
Danze propiziatorie, balli in onore di divinità e in occasione di feste pubbliche. I legami con un mondo antico, arcaico si riscontrano nelle danze rituali che si celebrano in Calabria. La diffusione del cristianesimo d’altronde ha assorbito, non distruggendo, alcune tradizioni che affondano le loro radici nel tempo. Troppo forti i sentimenti legati a quelle gestualità e diffusi tra le popolazioni per non trasferirli nelle liturgie di fede del mondo cristiano. Una staffetta emozionale che passa il testimone di un modo di accostarsi alla devozione e alla fede più sincero e semplice. Rendendo naturale quel passaggio. È così che il ballo diviene legame con il sacro. Gesto collettivo di devozione che unisce e rende comunità.
Una spiritualità che si percepisce a Cardeto, dove in occasione della festa in onore di San Sebastiano i portatori del Santo fanno ondeggiare il loro corpo, una sorta di danza rituale trasmessa alla statua.


Un ballo che segue le cadenze della banda musicale che accompagna la processione che si snoda per le vie del piccolo centro aspromontano. Un rituale che anche quest’anno sabato prossimo, 20 gennaio, si perpetuerà restituendo quel legame forte con un passato remoto. Ma che sopravvive, inconsapevolmente, in quelle gestualità.


Simboli ancestrali di una comunità che affonda le radici in epoca magno-greca e da cui trae origine la ballata toponomasticamente denominata “Cardoleda”, variante della più nota “viddhaneddha” reggina. Secondo gli studiosi, quel ballo potrebbe avere origine da ricercare nelle lontane radici della danza dionisiaca greca.
Un filo conduttore tra passati riti e tradizionali liturgie che si rinnovano anche nel giorno dedicato al Santo protettore di Cardeto: San Sebastiano martire. Come massima devozione di una comunità che ritrova la sua matrice più autentica nel ballo tribuito a fine processione. Prima che il Santo rientri nella chiesa di San Pietro e Paolo per il consueto bacio di benedizione.


A ricordare quel legame con l’antico ballo a Cardeto (“Carditum”, terra di cardi) è attivo il gruppo “Asprumunti” uno dei più antichi e prestigiosi gruppi folkloristici della Calabria. Il Principe Umberto di Savoia nel 1928 restò incantato dalla loro esibizione. Tradizioni, storie e culti antichi che si rinnovano in questo lembo di territorio aspromontano dalle radici greche. (Foto tratte da: Kalabria Experience; Sito Turismo Comune di Reggio Calabria; Federazione Italiana Tradizioni Popolari)
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