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Riserve di Tarsia e del Crati, la natura da vicino con Emanuele Biggi di Geo

Riserve di Tarsia e del Crati, la natura da vicino con Emanuele Biggi di Geo

«Molti dettagli della natura sfuggono allo sguardo veloce, ma che, se osservati, raccontano molto di più di un paesaggio, riuscendo a ricostruire persino la storia di un luogo. Dalla trama di una foglia al profilo di un insetto, fino al movimento minimo della vita negli habitat umidi, dunali e retrodunali. È dentro questa dimensione ravvicinata, scientifica e insieme emozionale, che le Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati confermano la propria vocazione di laboratorio naturale permanente, luogo di osservazione, formazione e divulgazione ambientale».

È quanto fa sapere il direttore delle Riserve, Agostino Brusco, in occasione della conclusione del 5° Workshop di Macrofotografia Naturalistica, che si è tenuto dal 29 al 31 maggio lungo la Foce del fiume Crati. L’iniziativa, promossa e organizzata dal Corso di Laurea in Scienze Naturali e Ambientali dell’Università della Calabria e dall’Associazione Isoetes, è patrocinata dalle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati.

Il workshop è stato curato dal naturalista Emanuele Biggi, conduttore del programma Geo su Rai 3, e dal fotografo e divulgatore naturalista Francesco Tomasinelli. Tre giornate rivolte a studenti, appassionati e osservatori della natura, con l’obiettivo di avvicinare i partecipanti alla macrofotografia naturalistica come strumento di conoscenza, racconto e consapevolezza ambientale.

La scelta della Foce del Crati per la giornata conclusiva non è casuale. L’area rappresenta uno degli ambienti più interessanti per l’attività di macrofotografia, perché qui l’acqua dolce incontra quella salata, generando un ambiente umido particolare e un mosaico di habitat diversi: canneti, stagni, lagune, isole sabbiose, boschi allagati e ripariali, aree dunali e retrodunali. L’ultimo tratto del fiume conserva inoltre una vegetazione arborea ripariale tipica delle aree di pianura, relitto della foresta planiziale che un tempo copriva questa parte della Piana di Sibari. Un patrimonio ambientale che consente di leggere, in uno spazio concentrato, dinamiche ecologiche complesse e preziose.

La Riserva della Foce del Crati conserva una biodiversità di grande valore: 204 specie di fauna vertebrata, 135 specie tra invertebrati e vertebrati dell’area marina e di transizione, 480 taxa specifici e sottospecifici di flora, 62 generi di fitoplancton e 43 piante acquatiche tra macrofite e microfite. Sono inoltre 17 gli habitat di interesse comunitario rilevati e mappati. Numeri che spiegano perché quest’area sia particolarmente adatta alla fotografia naturalistica, alla didattica ambientale, alla ricerca sul campo e alla divulgazione scientifica.

Al termine dell’escursione sul campo, i partecipanti si sono spostati al Centro Visite e al Museo del Mare delle Riserve, dove si è svolta la cerimonia finale con la consegna degli attestati. Un evento che conferma il ruolo delle Riserve come piattaforma educativa e culturale, capace di unire esperienza diretta, osservazione scientifica e racconto del patrimonio naturale.

info@meravigliedicalabria.it

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