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Roma, al Museo dell’Arte Salvata anche molti reperti calabresi

Roma, al Museo dell’Arte Salvata anche molti reperti calabresi

Storie di furti, traffici internazionali, scavi clandestini. Ma anche di indagini, sequestri, cooperazione giudiziaria e restituzioni. Sono le vicende racchiuse nelle cento opere oggi esposte al Museo dell’Arte Salvata, riaperto ufficialmente nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, a Roma. Il nuovo percorso, intitolato “Nuovi recuperi”, espone i reperti intercettati e rimpatriati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) tra il 2022 e il 2025, principalmente gli oggetti recuperati dagli Stati Uniti.

La mostra racconta i risultati delle operazioni condotte con il supporto delle procure italiane e delle autorità giudiziarie e investigative internazionali, in particolare con il District Attorney’s Office di New York e l’Homeland Security Investigations. Sono oltre 600 le opere rimpatriate dagli USA tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024: si tratta per lo più di beni archeologici e numismatici, ma anche oggetti di antiquariato e materiali archivistici trafugati da chiese, musei e privati. I reperti coprono un arco cronologico che va dal IX secolo a.C. al II secolo d.C. e provengono da scavi clandestini nell’Italia centro-meridionale (Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia).

Tra gli oggetti in mostra ci sono due armature in bronzo provenienti da necropoli magno-greche, una statua in bronzo di togato sequestrata in Belgio, lastre ceretane in terracotta restituite dagli Stati Uniti, busti votivi, una loutrophoros apula con la figura mitologica di Eos, ceramiche di varia foggia, maschere teatrali in marmo e anche alcune mani votive bronzee.

«Lo scavo clandestino toglie la voce ai reperti», ha dichiarato Luigi La Rocca, capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio e del Paesaggio. «Ma queste opere non sono morte, perché restituite alla fruizione ci raccontano altre storie e aprono prospettive di ricerca».

«Nei suoi 55 anni di attività, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato oltre 3 milioni di reperti, e solo negli ultimi anni abbiamo restituito più di 600 beni ad altri Paesi», ha ricordato il comandante del TPC Francesco Gargano. «Nella nostra banca dati ce ne sono ancora 1,3 milioni da trovare e usiamo anche l’Intelligenza artificiale per localizzare le opere trafugate. Questa rinnovata esposizione è la prova tangibile che ciò che ci è stato tolto può e deve tornare ai territori di provenienza».

Il museo resterà visitabile gratuitamente fino al 31 agosto, poi sarà incluso nel biglietto del Museo Nazionale Romano.

(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it

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