“U.S. Palmese”, alla Festa del Cinema un film per chi sogna alla grande

Con il loro nuovo film “U.S. Palmese” – sostenuto da Calabria Film Commission – i Manetti Bros hanno aperto la seconda giornata della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public, col proposito di raccontare un Sud Italia diverso, dove la cattiva retorica non deve trovare spazio, così come gli stereotipi di criminalità e folklore. Succede tutto in una favola sportiva ambientata a Palmi dove, attraverso il calcio, nasce una storia di riscatto e identità.
«Il film nasce dal nostro amore per questa città speciale, Palmi, che abbiamo voluto raccontare come la conosciamo noi, senza la pretesa di essere gli unici conoscitori della verità. Però, probabilmente, le città tipo ‘Palmi della Calabria’, del sud, vengono raccontate sempre in un altro modo, con una retorica sempre un po’ negativa. Il sud viene descritto sempre così, con la criminalità, il folklore. Ma noi vediamo altro quando andiamo, e vogliamo raccontare questo punto di vista. Considerate che – come dice anche Rocco (Papaleo ndr) che è un altro meridionale come noi – a volte il Sud si autodistrugge perché continua a stare dietro a un racconto autodistruttivo», ha spiegato Marco Manetti durante la conferenza stampa di presentazione del film insieme al fratello Antonio.



Proiettato in sala Sinopoli, “US Palmese” ruota attorno alla figura di Don Vincenzo, interpretato da Rocco Papaleo. Lui è un geniale agricoltore in pensione, che ha un’idea folle per risollevare la squadra di calcio locale: organizzare una fantasiosa raccolta fondi per ingaggiare Etienne Morville (Blaise Afonso), giocatore di Serie A, dal pessimo carattere, ma tra i più forti al mondo. Seppure controvoglia, Morville lascerà Milano per trasferirsi a Palmi e provare a risanare la sua immagine. Qui si scontrerà con una realtà fatta di sincerità, che porterà tutti a vivere un’esperienza inimmaginabile. «In qualche modo abbiamo pensato di fare incontrare un campione che ha perso la sua anima, la passione – ha proseguito Marco Manetti – con un pezzo di Sud Italia, con Palmi, dove ritrova sé stesso. Noi siamo legati a Palmi perché da là veniamo, ed è là che viveva la nostra mamma che abbiamo perso l’estate scorsa».
«Nel nostro film non si parla di fatti giudiziari – ha aggiunto Marco Manetti – si parla di corruzione umana, del fatto che in particolare il calcio, finisce per non essere più uno sport. Succede per l’attenzione mediatica, per i troppi soldi che girano attorno, per l’individualismo, che fanno venire meno il significato per cui questo sport nasce, cioè il senso di una squadra e la forza che può rappresentare».

Rocco Papaleo, anche lui presente in conferenza stampa, ha parlato così del suo ruolo di agricoltore sognatore: «Questo personaggio mi ha affascinato molto. Io la penso come loro (i Manetti Bros, ndr) sul sud. Penso che il sud non abbia bisogno di essere ancora più depresso. Ha bisogno semmai di iniezioni di fiducia, ha bisogno che qualcuno lo convinca delle sue potenzialità e delle sue capacità di sognare, di essere ambiziosi, di non accontentarsi di fare sogni piccoli, che possiamo riscattarci, che possiamo avere un ruolo determinante. Stimo il nord – ha concluso Papaleo – ma il sud lo amo e sono molto contento di aver potuto interpretare un meridionale che sogna alla grande».
Nel cast – oltre a Rocco Papaleo e Blaise Afonso – Giulia Maenza, Lusa Do Couto Texeira, Max Mazzotta, Massimo Di Lorenzo, Gianfelice Imparato, Massimiliano Bruno, Guglielmo Favilla, Aurora Calabresi, Giuseppe Futia, Mario Russo, Luca Attadia, Salvatore Costa, Antonio Di Turi, Adriano Fedele, con la partecipazione di Guillame De Tonquedec e con Claudia Gerini nel ruolo della poetessa Ferraro. È una produzione Mompracem film con Rai Cinema.
Di Daniela Malatacca info@meravigliedicalabria.it