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“Una boccata d’arte”, a Gerace il mito dello sparviero Ali Hierax

“Una boccata d’arte”, a Gerace il mito dello sparviero Ali Hierax

Gerace è il borgo calabrese scelto per la settima edizione di “Una boccata d’arte”, la rassegna di arte contemporanea promossa da Fondazione Elpis che dal 20 giugno al 4 ottobre porta le opere di venti artisti italiani e internazionali in altrettanti borghi italiani sotto i cinquemila abitanti, spesso lontani dai circuiti tradizionali dell’arte e del turismo. L’inaugurazione è oggi, sabato 20 giugno alle 18.00 in Piazza Tre Chiese.

L’opera realizzata a Gerace si chiama “Ali Hierax” ed è di Francesco Toninelli, giovane artista fiorentino formatosi tra il Rhythmic Music Conservatory di Copenaghen e il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, a cura di Ehab Halabi Abo Kher. Il progetto parte dal mito fondativo del borgo: secondo la tradizione, furono gli abitanti di Locri Epizefiri, in fuga dalle incursioni saracene, a risalire verso l’entroterra guidati da uno sparviero — ièrax in greco — da cui deriverebbe il nome stesso di Gerace.

Da questa matrice mitica Toninelli ha immaginato una serie di sculture alari indossabili, realizzate in bambù e materiali raccolti sul territorio — teli agricoli, tessuti di ginestra, elementi domestici recuperati — che mettono in relazione la memoria contadina del luogo con il paesaggio sonoro contemporaneo. L’opera ha una doppia dimensione: presenza scultorea visitabile per tutta la durata della rassegna e dispositivo performativo attivato in tre atti nel corso dell’estate, con le azioni di Toninelli, del percussionista Ingar Zach e la restituzione corale guidata da Enrico Malatesta.

Gerace è uno uno dei borghi italiani coinvolti nell’edizione 2026, insieme a Fontainemore in Valle d’Aosta, Avigliana in Piemonte, Sori in Liguria, Cornovecchio in Lombardia, Chiusa in Trentino-Alto Adige, Lugo di Vicenza in Veneto, Andreis in Friuli Venezia Giulia, Tredozio in Emilia-Romagna, Palazzuolo sul Senio in Toscana, Ficulle in Umbria, Cupra Marittima nelle Marche, Pofi nel Lazio, Cellino Attanasio in Abruzzo, Trivento in Molise, Cusano Mutri in Campania, Ischitella in Puglia, Forenza in Basilicata, Ficarra in Sicilia e Monteleone Rocca Doria in Sardegna.

Il festival diffuso chiana artisti a realizzare creazioni site-specific che nascono da un periodo di permanenza nei territori e da un processo di ascolto che coinvolge abitanti, amministrazioni, associazioni, artigiani, archivi locali e patrimoni immateriali. Il cuore del progetto risiede nella sintonia tra l’artista e il borgo, una relazione costruita a partire da affinità, tensione o risonanze tra la ricerca artistica e le caratteristiche materiali, simboliche o storiche dei luoghi ospitanti.

L’edizione di quest’anno si sviluppa attraverso temi condivisi: il rapporto tra ecologia e paesaggio, la memoria collettiva, il suono come pratica di ascolto del territorio, le ritualità, il cibo come dispositivo culturale e relazionale, la nostalgia come spazio critico e politico. Il tema del fiume emerge in diversi territori come figura di trasformazione, fragilità e rinascita: dalla piena che nel 2023 ha distrutto il ponte di Palazzuolo sul Senio al rapporto con il torrente Tramazzo a Tredozio fino ai paesaggi residui attraversati dall’Adda nella pianura lombarda. Altrove, il progetto si confronta con patrimoni rituali ancora vivi come le “commare a fiore” in Abruzzo, i pani cerimoniali in Sardegna o il mito della Dea Cupra nelle Marche. In altri casi l’arte si intreccia a pratiche di ascolto, come accade nei progetti di Enrico Malatesta, Renato Grieco e Lara Dâmaso, realizzati in collaborazione con Threes Productions che in ogni edizione cura tre interventi legati al suono, quest’anno in Puglia, Veneto e Toscana.

Forte è la riflessione sulla memoria e sulla permanenza: migrazioni, paesaggi scomparsi, architetture distrutte e saperi vernacolari. Negli anni “Una boccata d’arte” ha generato oltre quaranta opere permanenti accolte dai territori attraverso acquisizioni, donazioni o processi di adozione da parte delle amministrazioni locali. Le installazioni sono consultabili su unaboccatadarte.it.

info@meravigliedicalabria.it

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