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Al MArRC di Reggio record di visite e una mostra internazionale in arrivo

Al MArRC di Reggio record di visite e una mostra internazionale in arrivo

Il MArRC dà i numeri. Di quelli che però fa piacere sentire. Non sono certo comuni a un museo con il bacino d’utenza di Firenze o Roma — lo riconosce lo stesso direttore Fabrizio Sudano — ma sono quelli di un’istituzione che ha costruito un’offerta che richiama pubblico con continuità, e che nei giorni di festa si moltiplica.

Solo nel ponte di Pasqua, tra sabato 4 aprile e lunedì dell’Angelo, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha registrato 3.026 ingressi. La mostra su Gianni Versace, inaugurata il 18 dicembre per gli ottant’anni dalla nascita dello stilista, ne ha totalizzati 47.500 dall’apertura — tanto da spingere la direzione a prorogare l’esposizione fino al 3 maggio.

Sudano commenta i dati con la soddisfazione, ma, dice, «più che sulla quantità, puntiamo sulla qualità del pubblico, sui giovani in particolare». Il prossimo test è imminente — il ponte tra il 25 aprile e il 1° maggio, preceduto dalla festa di San Giorgio, patrono della città. Ma si guarda però con grande aspettativa a dopo l’estate, quando a settembre sarà inaugurata una mostra internazionale che spera possa protrarsi fino alla fine del 2026. Lanciata solo l’esca per il momento, ma nessun nome ancora.

Intanto c’è tutto il resto, il porto sicuro per chi arriva anche fuori dalle mostre temporanee. All’interno dell’edificio, opera dell’architetto Marcello Piacentini realizzata negli anni ’30 del XX secolo, l’immensa collezione di reperti che testimoniano la storia della Calabria dall’età preistorica all’epoca romana, sui quali ovviamente spiccano i Bronzi di Riace, del V secolo a.C., ritrovati nel mare Jonio da Stefano Mariottini nel 1972, ma anche la Testa del filosofo, altra opera bronzea di probabile provenienza magnogreca risalente alla seconda metà del V secolo a.C., ritrovata nel 1969 in un relitto trovato in mare davanti alla spiaggia di Porticello, nei pressi di Cannitello.

Le collezioni si trovano su cinque livelli espositivi, ciascuno dedicato a specifiche epoche e tematiche, dalla preistoria alla protostoria, dall’età arcaica e classica al periodo ellenistico, fino all’epoca romana. E poi l’ultimo livello che ospita la necropoli ellenistica.

Nelle scorse settimane è stato anche presentato il Piano Strategico 2026-2028 che fissa obiettivi e priorità per il triennio, come rendere il museo riferimento per la Magna Grecia, sviluppare l’accessibilità digitale e fisica, attrarre risorse e collaborazioni internazionali. «Non si tratta di un adempimento formale — ha detto Sudano — ma di un dispositivo di governo che consente al museo di definire obiettivi chiari». Anche per questo il direttore, insieme alla sua squadra, lavora su un’idea di museo dinamico, soggetto a monitoraggio e revisione periodica, in grado di adattarsi sempre ai nuovi contesti.

(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it

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