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Calabria in primavera, borghi natura e archeologia da scoprire

Calabria in primavera, borghi natura e archeologia da scoprire

I ponti di primavera in Calabria hanno un vantaggio che pochi considerano: la regione è ancora libera dai grandi flussi estivi, i prezzi sono accessibili e il clima è quello giusto per stare all’aperto senza patire il caldo. Da aprile a giugno la Calabria cambia volto nel giro di pochi chilometri — boschi e mare, borghi storici, cammini lenti, archeologia diffusa e natura ovunque. Un’idea di viaggio che si costruisce passo dopo passo, tra foreste vetuste, cascate, tavolate generose e luoghi che invitano a tornare.

IL BOSCO MONUMENTALE DEI GIGANTI DELLA SILA. Nel territorio di Spezzano della Sila, camminare tra i Giganti della Sila, nella Riserva FAI di Croce di Magara, è una delle esperienze più potenti che si possano fare in Calabria. Sull’altipiano della Sila si conservano alberi alti fino a 45 metri, con tronchi larghi due metri e un’età straordinaria di 350 anni, testimoni delle antiche selve silane. Il bosco monumentale è composto da oltre sessanta esemplari di pini larici e aceri montani piantati nel Seicento dai baroni Mollo, proprietari del vicino Casino oggi di proprietà del FAI. Un tempo questi boschi erano una risorsa preziosa: dai tronchi si estraeva una resina infiammabile simile alla pece, usata per l’impermeabilizzazione e richiesta in tutto il Regno di Napoli. Oggi il sito è tutelato come Riserva Naturale Biogenetica e apre le porte al pubblico dal 21 marzo in poi con le Giornate Fai di Primavera.

CICLOVIA DEI PARCHI. UN VIAGGIO TRA QUATTRO MONDI. 545 chilometri in sella, quattro parchi naturali: Pollino, Sila, Serre e Aspromonte. La Ciclovia dei Parchi della Calabria è un tracciato pensato per chi ama il turismo lento, sostenibile e di qualità. Non serve percorrerla tutta: basta scegliere un tratto e lasciarsi guidare dalla geografia e dalle soste. Si pedala tra pascoli, faggete, piccoli santuari, masserie, curve a gomito e borghi dimenticati che sanno accogliere. Ogni sosta è un racconto di cui fare tesoro, a ogni discesa c’è un paesaggio che vale la deviazione. Una vera pedalata da Oscar sull’Appennino calabrese.

FAGGETE DEL POLLINO PATRIMONIO UNESCO. Nel Parco Nazionale del Pollino, le faggete vetuste del Pollinello sono patrimonio dell’umanità. Sono la massima espressione di naturalità del territorio: l’uomo qui non ha compiuto alcuna azione e gli alberi compiono il loro ciclo vitale completo. Tra le cime del Pollino e del Dolcedorme, alcuni alberi superano i 600 anni. I sentieri accompagnano chi cammina in un ambiente che cambia colore, suoni e viste ad ogni curva. I borghi vicini sono ancora luoghi di vita reale: Morano Calabro, Civita, San Lorenzo Bellizzi. Qui si mangia come una volta, si parla piano, e si dorme proprio bene — e le foreste vetuste del Pollino hanno molto altro da raccontare.

LA FORESTA DELLA FELICITÀ DI SERRA SAN BRUNO. Nel Bosco Archifòro, a pochi minuti da Serra San Bruno, si può vivere un’esperienza di immersione naturale profonda nei boschi color smeraldo. Si cammina lentamente tra i faggi, si ascolta il silenzio, si respira un’aria che rigenera. La luce filtra tra gli alberi, la terra profuma, le piante rilasciano essenze benefiche. È un’esperienza adatta a chiunque voglia rallentare, come spiega bene il racconto sulla foresta della felicità nel Bosco Archifòro.

CAMMINO BASILIANO, SPIRITUALITÀ E NATURA. Il Cammino Basiliano si estende per 1.390 chilometri, suddivisi in 73 tappe. Questo itinerario percorre la Calabria da nord a sud, sulle tracce dei monaci basiliani che si insediarono in grotte, eremi e luoghi impervi. È un percorso spirituale e culturale, ma anche naturalistico e umano. Anche solo un tratto regala incontri con paesaggi intatti, comunità ospitali, architetture sacre incastonate nella roccia. Un viaggio nella profondità della regione, lungo l’itinerario del Cammino Basiliano tra natura e fede.

CASCATE DEL MAESANO E VALLE DELL’AMENDOLEA, L’ASPROMONTE PIÙ SELVATICO. Tre salti d’acqua che si incrociano in verticale, immersi nel verde fitto dell’Aspromonte. Le Cascate del Maesano si raggiungono con un trekking non difficile ma appagante, tra scorci aperti e tratti ombrosi. Nella stessa area, la Valle dell’Amendolea è uno dei luoghi più suggestivi della Calabria grecanica. Rovine, mulattiere, grotte, orti, resti di civiltà contadina — e un trekking alle Cascate del Maesano che vale da solo il viaggio.

SIBARI. DALLA MAGNA GRECIA ALL’ETÀ ROMANA LA STORIA DI TRE CITTÀ SOVRAPPOSTE. Il Parco Archeologico di Sibari si trova nell’omonima frazione del Comune di Cassano all’Ionio e conserva la memoria di almeno tre città sovrapposte nel tempo: Sybaris, fondata dai Greci nell’VIII secolo a.C., Thurii, colonia ateniese nata dopo la distruzione di Sybaris, e Copiae, la città romana. Le recenti campagne di scavo finanziate dal Ministero della Cultura hanno riportato alla luce una sequenza stratigrafica inattesa nell’area del Teatro dell’antica Copiae Thurii, con tracce di un vasto complesso architettonico della fase arcaica di Sybaris e decisive evidenze della fase urbana di Thurii. Oltre cinque secoli di storia in un unico sito, con scoperte che stanno aggiornando il dibattito sulla localizzazione delle antiche città della Magna Grecia. I reperti sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, mentre gli scavi continuano a restituire la storia inedita di Sybaris, Thurii e Copiae.

ARTE CONTEMPORANEA AL MUSABA DI MAMMOLA. Un museo-parco unico nel suo genere, fondato nel 1969 da Nik Spatari e Hiske Maas tra i ruderi dell’antico complesso monastico di Santa Barbara. Il MUSABA si trova a pochi chilometri dal centro storico di Mammola, in una vallata appartata, tra ulivi, pini e fichi d’India. È un centro di arte contemporanea, ma anche un luogo di formazione, sperimentazione e residenza per giovani artisti. Mosaici monumentali, installazioni, architetture visionarie e lo straordinario Sogno di Giacobbe si susseguono in un percorso all’aperto e al chiuso. Visitare il parco museo MUSABA di Mammola significa entrare in una dimensione artistica che ha trasformato un luogo abbandonato in uno spazio creativo senza confini.

IL MARE DI PRIMAVERA. In primavera le coste calabresi sono miti, silenziose, perfette per camminare, fotografare, respirare. Dalla Costa degli Dei alla Riviera dei Cedri, passando per la Costa dei Gelsomini e la costa crotonese con Capo Colonna e Le Castella: ovunque scogliere, promontori archeologici, borghi sospesi tra mare e collina. Luoghi che parlano di Mediterraneo, bellezza, storia e vita quotidiana.

A TAVOLA CON SEMPLICITÀ. Frittate di erbe selvatiche, pane di castagne, ricotte fresche, conserve fatte in casa, pesce azzurro. Nei mercati contadini, negli agriturismi, nelle cucine locali si mangia quello che la stagione offre. Solo gusto e semplicità.

UN INVITO. Queste non sono le uniche esperienze possibili. In Calabria c’è tanto, molto di più, lontano dai grandi flussi, dai numeri incontrollati. Qui, tutte ‘avventure’ accessibili, autentiche, piene, fatte di deviazioni improvvise, incontri e scoperte inattese. Chi la sceglie lo fa per cercare qualcosa di vero. E quasi sempre lo trova.

di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)

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