Centenario dello scultore Giuseppe Correale, a Siderno l’annullo filatelico
Un annullo filatelico fa di un francobollo un documento storico irripetibile. Lo lega a un luogo, una data, un evento specifico. Quello che Poste Italiane appone oggi, 4 maggio 2026 nella sala del Consiglio Comunale di Siderno sancisce ufficialmente il centenario di Giuseppe Correale, uno dei più grandi scultori calabresi del Novecento, scomparso nel 2012.


L’annullo è disponibile per i collezionisti dalle ore 17 alle 19.30, con una postazione allestita da Poste Italiane all’interno della sala consiliare. Pochi giorni dopo aprirà il percorso espositivo delle opere del maestro in prossimità del campo sportivo di San Sebastiano, a Siderno Superiore. Il 28 dicembre scorso, nella stessa sala consiliare si era tenuta una prima manifestazione per dare inizio ufficiale alle celebrazioni del centenario, con il titolo “Giuseppe Correale. L’anima, i luoghi e la materia nel centenario della nascita”. È il progetto promosso dall’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Mariateresa Fragomeni insieme all’associazione culturale “Giuseppe Correale”, presieduta dalla figlia Valeria, con il partner Lyrics edizioni, e finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del PAC Calabria 2014-2020.


Sarà per prima la gipsoteca del Museo Diocesano di Gerace ad essere completata con i gessi delle opere, destinati lì per espressa volontà dello scultore, mentre un museo permanente è in fase di progettazione. Poi una mostra diffusa porterà l’attenzione sui centri calabresi dove le sculture di Correale si trovano già — chiese, piazze, luoghi di culto — restituendo visibilità a opere che pochi conoscono come parte di un corpus unitario. Già ogni estate l’associazione organizza un’estemporanea di pittura con lavori ispirati alle sculture del maestro, tenendo vivo il legame tra la comunità e il suo artista.

La storia di Giuseppe Correale racconta del suo grande amore per Siderno, la città dove nacque il 28 dicembre 1925. Nato in una famiglia semplice, senza tradizione artistica né maestri da cui imparare, da ragazzo poté solo osservare le uniche opere d’arte a disposizione, le statue dei santi nelle chiese del paese, e la creta di scarto delle fornaci fu il solo materiale con il quale ebbe la possibilità di sperimentare. Nel 1943, a 17 anni, tra le macerie di un edificio bombardato trovò una tavola di legno e ne ricavò un bassorilievo della Trinità che finì esposto nella vetrina di un gioielliere e venduto. Fu proprio con quei soldi che comprò legno di pioppo pregiato da cui nacque la Madonna della Pace — statua lignea pagata con una sottoscrizione collettiva delle donne sidernesi — ancora oggi conservata nella chiesa di Santa Maria dell’Arco.
Fu poi un frate domenicano fiorentino, Isnardo Bologni, di passaggio a Siderno, a intuire le capacità artistiche di Correale, tanto da portarselo a Firenze. Qui frequentò la Scuola Libera di Nudo dell’Accademia di Belle Arti, entrò nella bottega di Pietro Annigoni e dello scultore Corrado Vigni, alimentandosi di tutto ciò che la culla del Rinascimento poteva dargli. Nel 1949 partì per New York, studiò alla Art Students League di Manhattan, ma fu rimpatriato per immigrazione irregolare. Ci tornò solo nel 1953 per restarci molti anni. Solo nel 1971 rientrò a Siderno per non ripartire più.





Da quel momento svolse il suo lavoro nel laboratorio di via Romeo per quarant’anni, producendo un corpus vasto e distribuito su tutto il territorio calabrese. Al santuario di Polsi, nel cuore dell’Aspromonte, lasciò il Cristo risorto in bronzo del 1983, alto oltre due metri, la porta bronzea istoriata del 1985 e l’altare del 1980.


I crocifissi lignei stanno nella cattedrale di Gerace, a Canolo Nuova e a Portigliola, mentre sul lungomare di Siderno si trovano il Monumento al marinaio del 1991 e il San Francesco di Paola del 1992. Critici come Achille Bonito Oliva e Marcello Venturoli lo hanno accostato a Manzù, Giacometti, Rodin e Moore, senza che questo riconoscimento critico si traducesse però in una presenza nei circuiti dell’arte italiana, anche se fu lo stesso Correale a scegliere di restare nel suo laboratorio, lontano da occasioni visibilità.
Dopo la sua scomparsa a ottantasei anni, le opere rimaste nel laboratorio privato sono state custodite dalla famiglia. Ora, con il progetto del Comune di Siderno e dell’associazione a lui dedicata, verranno alla luce in una esposizione museale per dare all’artista il respiro, la visibilità e l’onore che merita.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
Foto tratte da giuseppecorreale.it