Speleologia a Cassano All’Ionio, al via il campo internazionale I Cuadène
Sotto i versanti calcarei orientali del Pollino, il sottosuolo di Cassano All’Ionio ha un sistema di cavità tra i più rilevanti del Sud Italia. Il Complesso delle Grotte di Sant’Angelo e la Grotta dello Scoglio sono tra le maggiori cavità calabresi per profondità e sviluppo, e il territorio comunale è da decenni uno dei riferimenti della speleologia italiana. Da oggi 4 maggio 2026 e fino al 9, Cassano torna a essere al centro dell’attenzione scientifica internazionale con la quarta edizione del campo di ricerca I Cuadène, organizzato dal Gruppo Speleo-Archeologico Aquila Libera di Cassano All’Ionio, guidato da Fabio Selvaggi.

Un campo internazionale al quale partecipano, oltre ai ricercatori locali di Aquila Libera, il Gruppo Speleologico Sparviere di Alessandria del Carretto, il Gruppo Speleologico CAI di Perugia e il Verein für Höhlenkunde München e.V., gruppo speleologico di Monaco di Baviera, la cui presenza non è episodica, e spiega come il sistema carsico cassanese abbia un richiamo che va oltre i confini nazionali.
Le aree di esplorazione comprendono il Monte San Marco, il Monte Iotte, l’Abisso del Bifurto e altre località del Pollino. Il Monte San Marco è il fulcro storico delle ricerche di Aquila Libera: nelle edizioni precedenti del campo I Cuadène gli speleologi hanno lavorato sulla Grotta Zia Caterina, una delle cavità più profonde della Calabria con i suoi 130 metri di profondità, collegata alla Grotta dello Scoglio attraverso una stretta frattura verticale nota come Piccolo Abisso. Le ricerche si sono estese alla Grotta dei Cappuccini e al Pozzo dei Monaci, con l’obiettivo di esplorare nuovi rami e verificare potenziali connessioni tra le grotte adiacenti del sistema. Ogni campo aggiunge tasselli a una mappa sotterranea ancora incompleta.

L’Abisso del Bifurto, nel territorio di Cerchiara di Calabria, è una delle mete più note della speleologia europea: con 683 metri di profondità verticale è classificato al quarantesimo posto tra le grotte più profonde del pianeta e considerato tra le cavità tecnicamente più impegnative del Sud Italia. La sua prima esplorazione completa risale agli anni Sessanta, condotta dal Gruppo Speleologico Piemontese. Da allora il Bifurto continua ad attrarre speleologi esperti da ogni parte del mondo.

Il territorio di Cassano Allo Ionio presenta inoltre un interesse geologico specifico legato alla presenza di grotte ipogeniche — cavità formatesi non per erosione dell’acqua piovana ma per risalita di acque termali ricche di acido solfidrico — concentrate nell’area del Monte di Cassano. Si tratta di un fenomeno particolare, che distingue questo comprensorio dai sistemi carsici più comuni e che giustifica l’attenzione continuativa della ricerca scientifica.
Il campo I Cuadène è promosso in collaborazione con il Comune di Cassano All’Ionio e la Regione Calabria. Alla sua quarta edizione consecutiva, ha costruito una continuità di ricerca sul territorio i cui dati raccolti ogni anno alimentano la conoscenza di un patrimonio sotterraneo straordinario che la comunità scientifica internazionale considera fondamentale.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)