Skip to main content
Notizie

Da Grimaldi alle Alpi francesi, Marco De Marco è tra i migliori pizzaioli 

Da Grimaldi alle Alpi francesi, Marco De Marco è tra i migliori pizzaioli 

C’è una forza silenziosa ma travolgente che muove i sogni di chi parte con una valigia piena di speranze. È quella che ha spinto Marco De Marco, giovane grimaldese, a lasciare la sua terra a soli 24 anni per inseguire una passione capace di cambiare il corso della sua vita: l’arte della pizza. «Volevo fare qualcosa che mi appassionasse davvero», racconta. E così, passo dopo passo, si è avvicinato a questo mondo frequentando prima la scuola di pinsa a Mendicino, poi un’altra a Roma a cui è seguita l’iscrizione all’albo dei pinsaioli. Ma non si è fermato lì: ha continuato a formarsi, diventando istruttore di pizza, pinsa e pizza in teglia.
Da Roma, la sua strada lo ha portato fuori dai confini italiani. Era marzo 2017 quando Marco, con in tasca un diploma da geometra e l’esperienza di un tirocinio, decise di seguire il cuore. La prima tappa è stata la Francia, a Conflans-Sainte-Honorine, vicino Parigi, dove ha lavorato in una pinseria grazie alla collaborazione con la Pinsa School. Un anno dopo, un nuovo capitolo lo ha condotto in Germania, a Ludwigsburg, vicino Stoccarda, dove ha gestito una cucina per oltre due anni. Poi ancora Francoforte, dove ha diretto una pizzeria più grande e ha potuto crescere professionalmente, e infine Gißen, sempre come pizzaiolo. Il ritorno a casa, a Grimaldi, è stato solo una breve pausa: la voglia di mettersi in gioco era più forte. Così Marco è ripartito, questa volta di nuovo verso la Francia. Dopo nove mesi vicino Parigi, si è spostato tra le meravigliose Alpi francesi, a Flumet, nel dipartimento della Savoia, un luogo incantevole. «Vivere qui è bellissimo – racconta –. La natura, la qualità della vita… ogni giorno è un’occasione per respirare bellezza». Ma dietro le sue parole si percepisce anche la nostalgia per la sua terra e i suoi affetti: «Mi manca la mia famiglia, mia madre e mia sorella. Ci sentiamo ogni giorno, anche più volte. Spero di tornare presto, magari proprio per Natale».
A Flumet, Marco non si è limitato a lavorare, ma ha iniziato a partecipare a diverse competizioni, portando con sé l’orgoglio delle sue origini. L’ultima sfida lo ha visto protagonista e vincitore ad Albertville, dove si è imposto su circa quaranta partecipanti in una gara che metteva alla prova creatività, tecnica e gusto. La giuria ha valutato ogni dettaglio — dalla scelta della farina alla cottura — e Marco ha conquistato tutti, vincendo la qualificazione al Campionato di Francia Parizza 2026 e un premio di 2.500 euro in prodotti per pizzeria.

Un riconoscimento che non è solo un traguardo personale, ma il simbolo di una storia di determinazione, sacrificio e amore per ciò che si fa.

In tutti i suoi viaggi, da Grimaldi in Germania, fino alle Alpi francesi, non è mai stato solo. Accanto a lui, da dieci anni, c’è Aragon, un amstaff che lo ha seguito in ogni tappa della sua avventura. «È il mio fedele compagno – dice Marco sorridendo – non ci separiamo mai». Oggi, guardando indietro, quel ragazzo che partì con un po’ di timore ma con tanta voglia di imparare può dire di avercela fatta. Ha imparato nuove lingue — il tedesco e il francese —, ha conosciuto culture diverse, ha portato con sé l’essenza del suo paese e l’ha fatta conoscere al mondo. Ma il sogno di Marco non si ferma qui. Nel suo cuore c’è ancora Grimaldi, il paese che lo ha visto crescere, e il desiderio di tornare un giorno per realizzare un progetto tutto suo. Perché il vero viaggio, quello che fa crescere, non finisce mai, ma continua ogni volta che si impasta una nuova sfida, con le mani nella farina e lo sguardo rivolto al futuro.

Oggi protagonista del primo festival della pizza da aiello Calabro , per scrivere una pagina tutta calabrese

Da Conflans-Sainte-Honorine, nei pressi di Parigi, a Ludwigsburg, vicino Stoccarda, passando per Francoforte e Giessen, il suo percorso lo ha portato infine nelle Alpi francesi, a Flumet, nel dipartimento della Savoia. Un viaggio professionale e umano che gli ha permesso di confrontarsi con culture diverse, imparare nuove lingue e portare con sé, in ogni luogo, l’identità della propria terra. Un percorso coronato anche da importanti risultati nelle competizioni. Ad Albertville, Marco si è imposto su circa quaranta partecipanti, conquistando la qualificazione al Campionato di Francia Parizza 2026 e un premio di 2.500 euro in prodotti per pizzeria. Un successo che assume un significato particolare perché racconta la capacità di un giovane calabrese di affermarsi lontano da casa senza dimenticare le proprie origini. Ed è proprio questa storia che oggi arriva ad Aiello Calabro, trasformando il Festival della Pizza in qualcosa che va oltre la semplice manifestazione gastronomica.
«Vogliamo valorizzare i talenti della nostra terra – sottolinea il Sindaco Luca Lepore – soprattutto quelli che hanno avuto il coraggio di partire, di mettersi in gioco e di costruire il proprio percorso lontano dalla Calabria. Quando questi ragazzi tornano, anche solo per condividere la propria esperienza, portano con sé un patrimonio straordinario di conoscenze, professionalità e relazioni. È un modo concreto per creare un ponte tra la nostra terra e il mondo». «La Calabria è fatta di territori, tradizioni e prodotti, ma soprattutto di persone. I nostri talenti sono una delle nostre eccellenze più importanti. Marco rappresenta perfettamente questa Calabria: una Calabria che parte, cresce, si afferma nel mondo e poi torna per raccontarsi e condividere il proprio percorso». Il Festival della Pizza diventa così anche un’occasione per accendere i riflettori su una Calabria dinamica, capace di formare professionalità che trovano spazio anche oltre i confini nazionali. «La nostra voglia è quella di far scoprire la Calabria nel mondo e, allo stesso tempo, di far conoscere ai calabresi il valore dei tanti nostri concittadini che, partendo dalla propria terra, hanno saputo raggiungere importanti traguardi», aggiunge Lepore. La presenza di Marco De Marco ad Aiello rappresenta dunque un ritorno simbolico: dalle Alpi francesi al cuore della Calabria, con la pizza come linguaggio capace di unire territori, culture e generazioni.

Tag correlati
Condividi
Carrello0
Non ci sono prodotti
Continua a fare acquisti
Search
×