Da Sibari al Sahara, il primo volo delle cicogne Libera e Carmela
Si chiamano Libera e Carmela, hanno pochi mesi e tra poco spiccheranno il volo verso l’Africa. Sono due pulli di Cicogna bianca nati nella Piana di Sibari e dotati di localizzatori GPS satellitari, che permetteranno di seguirne il primo viaggio verso il continente africano. È la prima attività di inanellamento scientifico del 2026, coordinata dalla sezione LIPU di Rende, che dal 2003 promuove il progetto “Cicogna bianca Calabria” e ha reso possibile il radicamento della specie.


I due nomi li hanno scelti la LIPU e Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti perché possano essere simbolo di legalità e memoria. La cicogna Libera è infatti dedicata a tutte le donne e gli uomini che si battono contro le mafie, mentre Carmela è il nome della madre di Antonino Montinaro, l’agente della scorta del giudice Giovanni Falcone, il cui dolore è stato la spinta per la nascita della Giornata della Memoria e dell’Impegno.



Il viaggio che compiranno è quello affascinante e sorprendente che affrontano tutte le giovani cicogne arrivate o nate in Calabria, e che i monitoraggi di questi ultimi anni hanno mostrato. Esemplari di appena quattro mesi volano sul Mediterraneo per migliaia di chilometri e si addentrano nei cieli del Sahara. La cicogna Katrin, per esempio, nata nella Piana di Sibari nell’aprile del 2022, ha percorso quarantamila chilometri in quattro anni tornando ogni volta allo stesso nido.



I dati raccolti dai GPS servono a capire meglio queste rotte e a studiare la nidificazione, in una regione dove la storia della specie è recente. Scomparsa come nidificante in Italia per secoli e tornata spontaneamente alla fine degli anni Cinquanta, la cicogna bianca ha fatto registrare in Calabria la prima nidificazione accertata nel 1992, proprio nella Piana di Sibari. Seguirono episodi sporadici, e solo dal 2001 la specie ha cominciato a riprodursi con regolarità. Nel 2025 sono nati 107 piccoli in tutta la regione, da trentacinque coppie, la maggior parte nella Piana di Sibari, che per le risaie e le zone umide resta l’area più adatta.

Il merito è delle piattaforme artificiali in legno che, in collaborazione con e-distribuzione, la LIPU di Rende installa sui tralicci elettrici dal 2003, e che oggi ospitano trentatré dei trentacinque nidi calabresi. Anche in questa occasione la marcatura e l’applicazione dei GPS, curate da Pierpaolo Storino e Lorenzo Serra dell’ISPRA, hanno richiesto il lavoro sul campo della Squadra Blue Team di e-distribuzione di Corigliano Rossano. Le preziose immagini a corredo dell’articolo, dei fotografi naturalisti e volontari LIPU Maria Corrado, Ernesto Napolitano, Katharina Werner e Roberto Santopaolo, documentano tutte le fasi dell’inanellamento.
Il monitoraggio rientra nel progetto “La Piana della Natura”, finanziato dal Programma Regionale Calabria FESR FSE+ 2021-2027, con cui è stata acquistata la tecnologia satellitare.
(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it