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Dal Vinitaly la Calabria vista con gli occhi di Massimiliano Ossini

Dal Vinitaly la Calabria vista con gli occhi di Massimiliano Ossini

Al Vinitaly di Verona, i quattro giorni più intensi del calendario enologico italiano, lo stand di Calabria Straordinaria ha aperto i lavori con un volto assai familiare a milioni di telespettatori. Massimiliano Ossini, conduttore di Linea Verde, Unomattina, Linea Bianca e La Città ideale ha moderato il primo incontro istituzionale calabrese.

Ma non a caso. Ossini ha infatti con la Calabria un rapporto che risale alle vacanze estive dell’infanzia, quando la famiglia veniva giù ogni anno per un mese intero. La sua vicinanza diventa più assidua dal 2006, con l’inizio di Linea Verde. «Sono stati gli anni più belli — spiega — perché raccontavo il mare, la montagna, la collina, il vino, l’olio, la parte storica». Una di quelle regioni, dice Ossini, che riesce a offrire biodiversità, due mari diversi, montagne importanti e una stratificazione storica difficile da trovare altrove.

Sollecitato dai cronisti, Ossini ha detto la sua, ovviamente, anche sul vino. «Quando sorseggi quel bicchiere, che sia un rosso, un rosato, bollicine o bianco — ha detto — quel vino racconta, e tu bevi un pezzo di territorio. La nostra bravura oggi, rispetto agli altri, è quella di poter raccontare le nostre zone». Una bravura che per il conduttore trova riscontro nei numeri: l’Italia produce oggi più della Francia e più della Spagna, con riconoscimenti di qualità che arrivano da ogni parte del mondo.

Non solo. Toglietegli tutto, ma non un buon bicchiere di vino a tavola! «La mia dieta è la dieta mediterranea» — dice con semplicità disarmante. Cereali, pane, pasta, olio extravergine e vino: gli stessi alimenti che certi nutrizionisti oggi tendono a tagliare, e che invece, osserva Ossini, non sono mai mancati sulle tavole dei centenari. Non si tratta di trasgressione, ma di consapevolezza, la stessa che vorrebbe spiegare ai giovani sul vino. «Dobbiamo solamente fare quel passaggio in più per far capire ai nostri giovani l’importanza di degustare, perché comunque non possiamo negare il fatto che i giovani oggi bevono meno vino e bevono invece più superalcolici. È sbagliato proprio l’approccio che si ha con l’alcol».

Ci sono bei pezzi di Calabria in vent’anni di attività televisiva di Ossini, come l’Aspromonte, e Gambarie in modo particolare. «Sicuramente una parte unica e inimitabile. Quando pensi alla montagna, alla neve, tutto il mondo pensa al nord Europa. E invece raccontare un nostro territorio italiano dove scii e guardi il mare, lo hai talmente vicino che nella stessa giornata puoi sciare, poi togli gli scarponi, metti le pinne, vai a farti il bagno… e ti chiedono “ma dove sei, in Italia? Non ci crediamo!”»

E poi, dopo Sibari, Vinitaly and the City, l’1 e il 2 agosto esordirà per la prima volta a Reggio Calabria. «La città l’abbiamo raccontata più di una volta, e torneremo ancora. È bello farlo nel periodo in cui c’è il massimo del turismo, e quello che faremo è cercare di avere volti, giovani, persone comuni che possano parlare dei luoghi dal loro punto di vista. Ognuno di noi deve essere il biglietto da visita del territorio. E pure il turista deve innamorarsi di quel posto e poi, tramite i social, i giornali, tramite il passaparola ne parla. E tanto dobbiamo fare noi quando accogliamo le persone».

Ossini ha spiegato quanta positività c’è nel raccontare il territorio calabrese, e lui lo ha fatto in tutte le sue trasmissioni. Ma è stato felice di fare anche di più. Come per il concorso Città Italiana dei Giovani 2026 — promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani, e realizzato dal Consiglio Nazionale dei Giovani. Ai giornalisti ha fatto il suo annuncio: «Sono stato nella giuria del concorso — e posso dirlo perché ormai già sono usciti i risultati. Il voto che ho dato è stato per Cosenza, proprio perché mi è piaciuta tantissimo la progettualità legata ai giovani. E Cosenza è arrivata terza! Ci siamo anche detti che le prime tre città premiate verranno raccontate, perché possono essere veramente d’esempio anche per le altre città».

Sul podio, dopo Ascoli Piceno al primo posto e Roma al secondo, c’è il progetto cosentino “Confluenze 2023-2029”, che fa dell’identità della città legata ai due fiumi un modello di governance generativa per integrare i giovani nei processi istituzionali. La finalità è contrastare la dispersione educativa, i NEET e il mismatch lavorativo, con interventi su cinque macro-aree: educative, scientifiche e tecnologiche, civiche, culturali e ambientali, europee e internazionali.

di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)

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