Il Museo Amarelli apre il suo archivio per “Carte in Dimora”
Ci sono luoghi nei quali la storia non è affidata solo alle sale affrescate, ai mobili antichi o alle opere d’arte; a raccontarla sono fogli ingialliti, lettere, mappe, pergamene, foto, libri e documenti che per decenni, e qualche volta per secoli, sono rimasti custoditi negli archivi e nelle biblioteche di palazzi, famiglie e istituzioni.
Sabato 3 ottobre questo patrimonio normalmente poco accessibile torna ad aprirsi gratuitamente al pubblico con la quinta edizione di ‘Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro’, iniziativa promossa dall’associazione Dimore Storiche Italiane. Per un giorno l’attenzione si sposta sulle carte che le case conservano: carteggi privati e documenti amministrativi possono raccontare le vicende di una famiglia, ma anche spiegare come è cambiato un territorio; gli archivi d’impresa testimoniano l’evoluzione dell’economia e del lavoro, mentre mappe e foto consentono di seguire le trasformazioni del paesaggio e delle città. È una memoria che attraversa secoli di storia e che continua a essere studiata per comprendere il presente.


All’edizione di quest’anno, patrocinata dal ministero della Cultura, dalla commissione nazionale italiana per l’UNESCO e dall’Anci, partecipando anche gli archivi custoditi da fondazioni e musei pubblici e privati. Il risultato è un itinerario diffuso che attraversa gran parte dell’Italia. In Abruzzo saranno aperti, tra gli altri, Palazzo Nardis all’Aquila e Fondazione Summa a Pescara; in Calabria è protagonista il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli di Rossano, mentre in Campania figurano Palazzo Lanza a Capua, Astapiana Villa Giusso a Vico Equense e il Museo della Pasta Cuomo a Gragnano. A Bologna partecipa Palazzo Fava Marescotti, a Parma Palazzo dalla Rosa Prati.


Nel Lazio si va alla scoperta del Castello Orsini Naro di Mompeo, del Casale Sant’Eusebio 146 e della Fondazione Opera Lucifero a Roma e di Villa Muti Bussi a Viterbo. In Lombardia partecipando l’Archivio Fondazione Solaro di Milano e l’Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani di Lurano, in provincia di Bergamo. In Toscana l’elenco comprende la Bibliotheca Antiqua di Aboca Museum a Sansepolcro, l’Archivio Guicciardini, la Fondazione Franco Zeffirelli e Palazzo Pepi a Firenze, Villa Le Corti a San Casciano in Val di Pesa, l’Archivio Carlo Morelli a Livorno e la Fondazione Simonetta Puccini a Torre del Lago. A questi si aggiungono la Casa Museo Giovanni Pascoli a Castelvecchio Pascoli, il Palazzo della Carovana della Scuola Normale Superiore di Pisa, il Museo della Carta di Pescia e l’Archivio Storico della Contrada della Chiocciola di Siena. Anche il Piemonte propone un viaggio nella storia economica e sociale italiana: dall’Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea al Museo Archivio Reale Mutua di Torino, fino al Castello di Pralormo e alla Fondazione Famiglia Piacenza di Pollone. In Veneto si visitano Villa Foscarini Rossi a Stra, il Castello di Thiene e la Fondazione Gianfranco Fedrigoni Fabriano di Verona, dedicata alla storia, alla scienza e all’arte della carta.