Il Santuario della Madonna di Lassù, a Frascineto il legame antico con gli aramei

Il Santuario o Eremo della Madonna degli Aramei o delle Armi o della Madonna di Lassù (Shën Mëria Këtje Lartë, in lingua albanese), si trova incastonato nella montagna rocciosa a nord di Frascineto, ad un’altezza di circa 800 metri s.l.m. L’eremo di Frascineto presenta diverse grotte, che erano le celle dei monaci.

La derivazione dei nomi
Mi sono chiesta perché l’eremo abbia il nome “Aramei” o “Armi”. Sulla parola “Armi” penso si possa fare riferimento al Santuario della Madonna delle Armi di Cerchiara. Un nome attribuito a quest’ultimo santuario da parte di San Pancomio, il monaco che lo fondò.
Il termine “Armi” è la forma italianizzata dei vocaboli greci “tòn armòr”, che significa la “grotta”.


Mentre la denominazione “Aramei” potrebbe riferirsi ad un’antica popolazione, citata più volte nell’Antico Testamento, che abitava nella Mesopotamia e nelle zone dell’attuale Turchia, Siria, Iran, Iraq, Giordania e Libano.

Queste popolazioni, che non ebbero mai un proprio stato, erano accomunate dall’uso di una lingua comune: l’armaico. Esse dapprima adoravano diverse divinità, successivamente furono tra i primi ad abbracciare il cristianesimo. Furono loro a scegliere la via eremitica.
L’arrivo in Calabria
Molti anacoreti dimoravano nei deserti dell’Oriente e, a causa delle persecuzioni musulmane e dalla furia inconolasta avviata dagli imperatori di Bisanzio, fuggirono a sud dell’Italia dal VII al XIV secolo. Ed in tanti raggiungessero la Calabria e le aree interne del Cosentino.


Ed è proprio nell’area geografica che ricade nel Parco Nazionale del Pollino che nacque l’Eparchia Monastica del Mercurion. Sotto la quale rientrava anche l’eremo di Frascineto poi denominato il Santuario della Madonna di Lassù.



Hanno frequentato questo santuario anche i monaci del monastero di San Pietro, i cui ruderi e la chiesa restaurata, si trovano accanto al cimitero di Frascineto. Nella seconda domenica dopo Pasqua, i fedeli di Frascineto ed Eianina si recano in questo luogo per celebrare un rito religioso ortodosso, insieme ad un sacerdote. Per approfondire l’argomento, suggerisco la lettura del libro “Guida ai Monasteri del Mercurion” di Giovanni Russo e Pietro Rotondaro, Ed. Rubbettino. (Silvana Franco)
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