Ponte del 1° maggio, riapre l’Arcomagno a San Nicola Arcella
San Nicola Arcella si affaccia sul mare, con il massiccio del Pollino alle spalle e una baia che si chiude ai piedi del promontorio come un porto naturale. È qui, sulla Riviera dei Cedri, che il mare ha lavorato per millenni sulle dolomie e i calcari della costa, scavando grotte e insenature.


Il risultato più spettacolare di quel lavoro è l’Arcomagno, un’arcata naturale larga circa 50 metri e alta 20, aperta nella roccia, che dà accesso a una piccola baia a mezzaluna, con sabbia e ciottoli chiari e persino una sorgente di acqua dolce che sgorga dalla parete interna.

Un posto che con molta probabilità i Saraceni conoscevano bene come approdo nascosto nelle incursioni sulla costa e riparata dagli sguardi dal largo. E infatti per molto tempo è stato chiamato proprio Grotta d’u Saracinu. Ma ancora prima, secondo la leggenda, qui riposò Enea in fuga da Troia, tanto che la grotta sul lato nord porta ancora il suo nome. Il nome Arcomagno lo diede, si racconta, un turista dell’Ottocento colpito dalla grandezza e dalla bellezza dell’arco durante un’escursione in barca. La baia sul Golfo di Policastro ha fatto innamorare anche lo scrittore americano Francis Marion Crawford, che visse a San Nicola Arcella nella torre saracena che domina ancora la baia, e che trovò qui l’ispirazione per i suoi racconti.


All’Arcomagno ci si arriva a piedi, attraverso uno dei due sentieri panoramici che scendono verso la sua baia — il Sentiero dei Mille Colori dal lato sud, dalla spiaggia Marinella, circa dieci minuti di cammino, oppure il Sentiero dell’Arco di Enea dal lato nord, un po’ più impegnativo. Sono percorsi già parte dell’esperienza stessa, in mezzo alla profumata macchia mediterranea e il golfo che si allarga sotto. L’interno della caletta è riparato dal vento, raccolta tra le pareti di roccia. Qui è bellissimo aspettare il tramonto e i giochi di colore che il sole fa sull’acqua e sulla roccia.

Novantacinquemila visitatori nel 2025 — è il numero che dice quanto questo posto sia amato e frequentato. È però anche un luogo fragile e da tutelare, e questo spiega le regole che il Comune ha stabilito per proteggerlo. Da oggi, 1° maggio, ripartono le visite regolamentate per tutti i weekend del mese: venerdì e sabato, dalle 9 alle 19, ingressi a gruppi con soste di mezz’ora, accesso esclusivo dal Sentiero dei Mille Colori. Niente imbarcazioni, niente cibo, niente attrezzature da spiaggia. Il biglietto si prenota online sul sito ufficiale o si acquista sul posto a seconda della disponibilità. Con l’estate, ovviamente, il calendario delle visite sarà come sempre ampliato.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)
Foto arcomagnocalabria.it