Trebisacce, due giorni di festa per l’Arancia Bionda Tardiva
Un meraviglioso frutto nato da una terra generosa, da sole e dall’aria del mare. Dorato, gustoso e intensamente profumato, succoso, un pieno di antiossidanti e vitamine, una bontà disponibile fino a estate inoltrata. È l’Arancia Bionda Tardiva di Trebisacce alla quale viene dedicata una festa che si tiene oggi e domani, domenica 10 maggio.
Un modo per celebrare un frutto unico che cresce solo in questo pezzetto della fascia ionica cosentina, nei cosiddetti “giardini” o “vigne” a un passo dal mare. Qui le arance rimangono a maturare sulle piante fino a giugno, a volte fino a luglio, fino al momento del consumo. È questo tempo così lungo — dettato da un magnifico microclima – a spiegare perché il succo di un’arancia di Trebisacce abbia un profilo organolettico che altre varietà non hanno. Se fino agli anni Sessanta la sua coltivazione aveva rappresentato fonte di reddito per intere famiglie, con la concorrenza di altre varietà e logiche di mercato poco favorevoli, gli agrumeti si sono ridotti sempre di più.

Oggi le vigne coprono circa 90 ettari, la maggior parte abbandonate o appena mantenute, divisi tra più di 600 proprietari. Solo otto produttori hanno scelto di resistere e di avviare una serie di partnership che hanno portato il frutto all’attenzione della comunità scientifica e non solo. Nel 2018 il Comune di Trebisacce, ARSAC e il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura “Basile Caramia” di Locorotondo hanno firmato una convenzione decennale per la caratterizzazione e la valorizzazione del Biondo di Trebisacce, con alcuni obiettivi specifici tra cui la selezione genetico-sanitaria, la caratterizzazione morfo-fisiologica e molecolare con i descrittori ufficiali, la valutazione dello stato sanitario delle piante selezionate e la realizzazione di un campo di conservazione ex situ presso uno dei Centri Sperimentali Dimostrativi ARSAC.


Sarà ARSAC che alla fine produrrà materiale di propagazione certificato da mettere a disposizione degli agricoltori locali, aprendo la strada a un’eventuale espansione della coltivazione con piante sane e geneticamente documentate. Queste attività hanno portato nel 2019 all’iscrizione della varietà nel Registro Nazionale delle Varietà di Piante da Frutto. Solo scorso anno Il Biondo tardivo di Trebisacce è entrato nella famiglia Slow Food, riconosciuto come Presidio e sostenuto dalla Condotta Magna Graecia-Pollino e dall’ASSOPEC.


Ecco che la XIV edizione della Festa del Biondo Tardivo ha un significato ancora più importante, perché è anche il momento del resoconto pubblico di un lavoro in corso su più fronti. La festa si apre nel pomeriggio di oggi in Via A. Lutri con la parata di Majorette, gli stand enogastronomici e uno show cooking con lo chef Emilio Pompeo. Domenica mattina alle 11.30 si tiene un’agropasseggiata nelle vigne con Pino Genise che racconta storie e tradizioni locali. Nel pomeriggio, sul lungomare a partire dalle 17.30, è il momento dei Presìdi Slow Food, lo show cooking sul gelato al Biondo, la presentazione del progetto ARSAC-Aletti Filangieri e il convegno sulla valorizzazione del Biondo, con il sindaco Franco Mundo, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, la referente Presidio Slow Food Caterina Diana e i rappresentanti dei Borghi più Belli d’Italia. La chef e giornalista Giovanna Ruo Berchera chiude la serata con uno show cooking insieme agli studenti del Polo Aletti Filangieri.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)