Cosenza, ospita il Premio per la Cultura Mediterranea
Il Premio per la Cultura Mediterranea si appresta a festeggiare la sua XX edizione a Cosenza con due giornate di dialogo tra culture, popoli e visioni del Mediterraneo sui principali temi di attualità. Si parte oggi con il convegno ‘Tra parole, immagini e algoritmi: nuovi linguaggi, nuove connessioni’, alle ore 17 nell’Aula Magna dell’Università della Calabria, con interventi di Gianluigi Greco, Magnifico Rettore di Unical, Giovanni Pensabene, Presidente della Fondazione Carical, Mario Bozzo, Presidente del Premio per la Cultura Mediterranea, Vincenzo Paglia, Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, Pietro Scarpino, Executive Head of Applied Innovation, NTT Data, la giornalista Giuliana Sgrena, e l’artista di Pop Art e Street Art Massimo Sirelli.
A seguire venerdì, alle 17.15, al teatro di tradizione Alfonso Rendano di Cosenza, la cerimonia di premiazione 2026 del Premio istituito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania per riconoscere i meriti di studiosi, scrittori, giornalisti e traduttori impegnati nella promozione delle molteplici espressioni culturali del Mediterraneo, anche nelle loro implicazioni più attuali. Nel corso della serata saranno proclamati i vincitori delle sezioni in concorso, individuati dalla giuria internazionale – composta da intellettuali italiani e stranieri e presieduta da Mario Bozzo – e dalla giuria scolastica, formata da oltre 300 studenti delle scuole superiori calabresi e lucane – che saranno presenti in teatro – chiamati a decretare il vincitore della Sezione Narrativa Giovani, dedicata alle opere prime di autrici e autori che affrontano tematiche vicine all’universo delle giovani generazioni. Nel corso della cerimonia, condotta dalla giornalista del Tg1 Maria Gabriella Capparelli, i premiati saranno protagonisti di momenti di confronto e approfondimento sulle diverse tematiche che definiscono il Mare Nostrum. Ospite d’eccezione della serata sarà lo scrittore, poeta e saggista marocchino Tahar Ben Jelloun, vincitore della prima edizione del Premio, nella sezione Società Civile, assieme allo scrittore israeliano Amos Oz. Ecco le terne finaliste dell’edizione 2026: Società Civile: Oscar Camps, fondatore della ONG Proactiva Open Arms; Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di Still I Rise; Taghi Rahmani, giornalista e attivista iraniano. Scienze dell’Uomo: Massimo Cacciari, filosofo e saggista; Antonella Fioravanti, biologa molecolare; Marina Valensise, scrittrice e consigliera delegata Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico. Cultura dell’Informazione: Milena Gabanelli, giornalista, autrice e conduttrice televisiva; Barbara Gallavotti, giornalista e divulgatrice scientifica; Yaroslav Trofimov, giornalista di origine ucraina, capo corrispondente per gli affari esteri del Wall Street Journal. Traduzione: Liljana Cuka Maksuti (albanese); Yasmina Mélaouah (francese); Elvira Mujčić (bosniaco, croato, serbo). Narrativa: Gli antropologi di Ayşegül Savaş (Gramma Feltrinelli); Il mondo che ha fatto di Roberto Ferrucci (La Nave di Teseo); La coscienza di Ottavio di Livio Gambacorta (Iacobelli Editore). Narrativa Giovani: La grande sete di Erica Cassano (Garzanti); Malanima di Rosita Manuguerra (Feltrinelli); Bellagio di Monica Savaresi (SEM). Per questa edizione la giuria internazionale ha attribuito un Premio Speciale a Il mio cuore libero, la forza di una madre di Majd al-Assar (Garzanti), scrittrice e giornalista palestinese. Il Premio Speciale della Fondazione Carical, assegnato dalla Fondazione a personaggi d’eccellenza a livello internazionale del mondo economico, imprenditoriale, culturale, sociale e scientifico della Calabria e della Basilicata, sarà consegnato a Marco Lavalle, scienziato originario di Tricarico (Matera), oggi impegnato negli Stati Uniti alla NASA come responsabile di progetto di un gruppo tecnico specializzato, con compiti centrali nell’ingegneria dei sistemi radar e l’osservazione della Terra. L’evento conclusivo della XX edizione, a cura del Direttore organizzativo del Premio e regista della manifestazione, Stefano Bellu, si svolgerà sul fil rouge del tema affrontato nel convegno del 15 ottobre: l’intelligenza artificiale, opportunità e sfide. Letture e azioni teatrali, di danza e di musica accompagneranno il pubblico in una narrazione che pone al centro l’uomo e il suo rapporto con la tecnologia.