Le Bettole di Curinga tra tradizioni, sapori e turismo esperienziale
A Curinga, in provincia di Catanzaro, la tradizione si lega al calendario liturgico. La Fiera dell’Immacolata si svolge infatti ogni anno la terza domenica di ottobre, lontano dall’8 dicembre, giorno dedicato alla celebrazione dell’Immacolata Concezione. Una manifestazione che dal 1851 racconta la storia e l’identità di una comunità profondamente legata alla devozione mariana, testimoniata dalle cinque chiese dedicate alla Madonna e dalle due confraternite attive fin dal Settecento.
Nata come occasione di scambio commerciale tra la stagione dei raccolti e l’arrivo dell’inverno, la Fiera richiamava mercanti e visitatori anche dai paesi più lontani. Per accoglierli, le famiglie curinghesi aprivano le proprie case e allestivano locali dove offrire cibo, vino e riparo: nascevano così le Bettole, diventate nel tempo uno dei simboli più caratteristici della manifestazione. A identificarle ancora oggi è un ramo d’ulivo posto all’ingresso, segno di ospitalità e invito a entrare. Qui si riscoprono i piatti della tradizione e il vino bianco della nuova annata, ottenuto da uve come Malvasia, Greco Bianco e Zibibbo. Un’usanza antica che continua a rinnovarsi, mantenendo vivo il legame tra la festa e i sapori dell’autunno. Negli ultimi trent’anni, grazie all’Associazione per Curinga, le Bettole hanno assunto un nuovo valore culturale ed enogastronomico, diventando un’occasione per valorizzare le eccellenze locali e il patrimonio del territorio.
L’edizione 2026, in programma il 16, 17 e 18 ottobre, celebra il trentesimo anniversario dell’iniziativa dell’associazione e segna una nuova tappa con il progetto comunale «Le Bettole di Curinga – Tradizioni, Sapori e Turismo Esperienziale». L’iniziativa propone esperienze immersive e percorsi narrativi tra luoghi simbolo come le Terme Romane e il celebre Platano Gigante. La Fiera dell’Immacolata continua così a unire fede, storia, gastronomia e accoglienza, trasformando un’antica tradizione in un’opportunità per riscoprire Curinga e il suo patrimonio. Un appuntamento che non è soltanto una festa, ma un racconto collettivo da vivere e tramandare.