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Rossano, scoperto nel centro storico un antico luogo di culto rupestre

Rossano, scoperto nel centro storico un antico luogo di culto rupestre

Una scoperta che potrebbe aprire nuovi scenari sulla storia religiosa di Rossano e sulle origini della sua comunità. Nel cuore del centro storico, in via XX Settembre n. 166, è stato individuato un ambiente rupestre che, sulla base di una prima valutazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, potrebbe rappresentare la più antica testimonianza di culto del territorio.
Il ritrovamento è avvenuto all’interno di un immobile, dove l’abbattimento di una parete divisoria ha portato alla luce un ambiente scavato direttamente nella roccia locale, rimasto inglobato nel tessuto edilizio moderno. Un luogo di particolare interesse storico e architettonico, oggi al centro di un procedimento di tutela avviato dalla Soprintendenza per preservarne le caratteristiche e approfondirne il valore. L’immobile è stato regolarmente acquisito, per la porzione interessata dal provvedimento, dall’Associazione culturale Rossano Recupera, da tempo impegnata nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio ambientale, artistico e culturale della città.

Un ambiente rupestre

Determinante è stato il sopralluogo effettuato dalla funzionaria storica dell’arte, la dottoressa Cecilia Perri, su incarico della Soprintendenza. Nella relazione tecnica, l’ambiente viene descritto come un luogo di particolare valore storico e architettonico, proprio per la sua conformazione e per il rapporto diretto con la roccia naturale. «Oggi inglobato in strutture abitative moderne, si contraddistingue nel territorio per il suo particolare valore architettonico e storico, poiché scavato direttamente nella roccia locale e interpretabile come cavità rupestre di probabile destinazione eremitica o comunque devozionale», si legge nella relazione. Una prima interpretazione che apre interessanti prospettive di ricerca sulle forme più antiche della religiosità locale. La possibile funzione eremitica o devozionale dell’ambiente dovrà, tuttavia, essere approfondita attraverso ulteriori indagini storico-scientifiche, necessarie per definirne con maggiore precisione l’origine, la cronologia e la destinazione.

Avviata la procedura per la tutela del bene

Le caratteristiche dell’ambiente e la necessità di conservarne l’integrità hanno portato gli uffici competenti a ritenere opportuno l’avvio del procedimento di tutela. Nella relazione, firmata dal responsabile del procedimento, l’architetto Nicola Ruggieri, dalla funzionaria storica dell’arte Cecilia Perri e dalla soprintendente dottoressa Paola Aurino, viene sottolineata l’importanza di preservare le peculiarità del sito. «Per conservare le caratteristiche morfologiche e materiche, espressione di importanti valori storici ed architettonici, la particella deve essere sottoposta a tutela», si legge nel documento. L’iter proseguirà ora con ulteriori approfondimenti, che consentiranno di definire compiutamente l’interesse culturale del bene e di giungere al decreto di vincolo. Nel frattempo, in via cautelare, qualsiasi intervento sull’area interessata dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza di Cosenza.

Un patrimonio da restituire alla città

Per l’Associazione culturale Rossano Recupera, il ritrovamento rappresenta un risultato di grande rilievo, frutto di un impegno volto a salvaguardare un bene che rischiava di rimanere nascosto, compromesso dall’incuria e inglobato nelle trasformazioni edilizie moderne.
La scoperta restituisce così alla città un frammento significativo del proprio passato, la cui importanza potrebbe andare ben oltre i confini del centro storico rossanese. Se le successive indagini confermeranno le prime ipotesi, l’ambiente rupestre potrebbe infatti offrire nuove chiavi di lettura sulla storia della fede e sulle origini della tradizione religiosa locale. Un ritrovamento che merita attenzione e approfondimento, non soltanto per Rossano, ma anche per l’intero territorio della Sibaritide, dove la tutela e lo studio delle testimonianze del passato possono contribuire a ricostruire una storia ancora in parte da esplorare.

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