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Da Napoli a Reggio, la Strada Regia delle Calabrie per rilanciare i borghi

Da Napoli a Reggio, la Strada Regia delle Calabrie per rilanciare i borghi

Un’antica via che per oltre duemila anni ha collegato il Mezzogiorno torna a proporsi come itinerario turistico e culturale. La Strada Regia delle Calabrie, 260 chilometri tra Campania, Basilicata e Calabria, diventa il filo conduttore di un progetto che punta a riportare i piccoli comuni delle aree interne dentro i circuiti turistici nazionali e internazionali. Il programma di valorizzazione è partito con un press tour che coinvolge testate italiane ed estere lungo un percorso che mette in rete 45 città e borghi, 15 antiche stazioni di posta, cinque siti Unesco, tre regioni, quattro province e tre parchi nazionali. Nella prima giornata i giornalisti hanno visitato il Parco archeologico di Ercolano e l’Abbazia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni.

L’obiettivo è spostare l’attenzione dai grandi poli turistici verso i territori meno conosciuti. Dopo il press tour arriverà una guida dedicata all’itinerario, sia in formato cartaceo sia digitale, e successivamente il dialogo con Basilicata e Calabria per rafforzare il progetto lungo tutto il tracciato storico. Per Archeoclub d’Italia la sfida è quella di ridistribuire i flussi turistici. «Entro i prossimi quattro anni sono attesi due miliardi di turisti. Dobbiamo assolutamente decentrare il turismo», ha affermato il presidente nazionale Rosario Santanastasio.

La Strada che oggi torna al centro della promozione turistica del Sud è il risultato di un lungo lavoro di ricerca. Otto anni di studio sul campo hanno permesso di ricostruire il tracciato storico e di riportare alla luce testimonianze dimenticate lungo uno degli assi di collegamento più importanti del Mezzogiorno. «Mettiamo in rete 2.200 anni di storia, 260 chilometri, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, cinque siti Unesco, tre regioni, quattro province e tre parchi nazionali», ha spiegato Luca Esposito, architetto e autore dello studio che ha ricostruito il percorso. La ricerca è stata condotta camminando per anni lungo l’antico tracciato, confrontando mappe storiche e cartografie. Sono emersi ponti romani, tratti della viabilità antica, taverne ottocentesche, stazioni di posta e persino segmenti del basolato originale della consolare romana – come a Castrovillari – che collegava il Sud al resto della penisola. Lungo la Strada Regia delle Calabrie riaffiorano le tappe percorse nei secoli da viaggiatori, sovrani, militari e protagonisti del Grand Tour.

Esposito ricorda le taverne che ospitarono Gioacchino Murat e Giuseppe Garibaldi, le sorgenti legate alla memoria della regina Margherita, i boschi attraversati dalle antiche vie di comunicazione, i siti archeologici e religiosi disseminati lungo il percorso. Dalle Ville del Miglio d’Oro alle Grotte di Pertosa, dalla Certosa di Padula al borgo medievale di Auletta, passando per basiliche paleocristiane, ponti romani e paesaggi descritti nei diari di viaggio di Johann Wolfgang Goethe, Lord Byron, Henry Swinburne e dell’abate di Saint-Non, il progetto prova a trasformare un patrimonio diffuso in un unico racconto territoriale. «È un museo diffuso di archeologia, natura e storia», ha spiegato Esposito. Un itinerario che segue l’antico tracciato riportato sulle mappe utilizzate dai viaggiatori del Settecento e dell’Ottocento e che oggi punta a diventare un nuovo strumento di promozione per i borghi del Mezzogiorno. La scommessa è fare della Strada Regia delle Calabrie non soltanto una testimonianza del passato ma una leva di sviluppo per il futuro delle aree interne, attraverso un modello di turismo lento, sostenibile e legato all’identità dei territori.

info@meravigliedicalabria.it

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