“Foresta Incantata”, nasce in Sila un sentiero terapeutico certificato
La terapia forestale è nata in Giappone oltre quarant’anni fa, e la chiamano shinrin-yoku — letteralmente “bagno nella foresta”. Da lì ha raggiunto l’Asia orientale, poi l’Europa e il Nord America. Nel 2020 le Nazioni Unite l’hanno riconosciuta come pratica di medicina preventiva e nel 2022 la Strategia forestale nazionale italiana l’ha inclusa tra i servizi socio-culturali delle foreste. Ora in questo circuito entra anche un sentiero nel Parco Nazionale della Sila. È stato infatti il Consiglio Nazionale delle Ricerche a qualificarlo e formalizzarlo come Stazione di Terapia Forestale.
Il sentiero CAI 421 “Foresta Incantata”, così si chiama, sarà inaugurato il 5 maggio 2026, alle 14.00, a Montescuro, nel territorio del Comune di Celico. Le ricerche che hanno portato a questo riconoscimento sono iniziate anni prima e hanno richiesto analisi ambientali condotte in situ, sessioni sperimentali con partecipanti e la collaborazione tra più istituti scientifici.

Quelle condotte dall’Istituto per la BioEconomia del CNR (CNR-IBE) e dall’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (CNR-ISAFOM), in collaborazione con la sezione cosentina del Club Alpino Italiano, hanno campionato l’aria di Montescuro nell’ottobre 2023. I risultati mostrano una bassissima concentrazione di inquinanti volatili e livelli notevoli di monoterpeni — composti organici rilasciati dai pini larici e dall’abete bianco che bordano il percorso. I monoterpeni sono i componenti profumati degli oli essenziali delle piante e la ricerca del CNR ne ha già documentato gli effetti sulla salute. La loro inalazione, anche in sessioni di sole tre ore, produce una riduzione dei sintomi d’ansia e ha effetti positivi sull’umore. Il sito è stato inoltre ritenuto adatto alla cura dell’asma adolescenziale, proprio per la qualità dell’aria e per l’altitudine.

Il CNR lavora da anni su una rete di stazioni di terapia forestale in Italia, con campagne di ricerca che hanno coinvolto siti in Toscana e in Veneto. La metodologia, sviluppata insieme al CAI e al Centro di Riferimento Regionale in Fitoterapia dell’ospedale Careggi di Firenze, prevede sessioni guidate da psicologi o psicoterapeuti lungo percorsi selezionati sulla base di dati ambientali. A livello internazionale, paesi come Giappone, Germania, Corea del Sud e Canada hanno già costruito reti di stazioni per la terapia forestale, alcune delle quali dotate di personale medico.
All’inaugurazione partecipano il Comune di Celico, l’Ente Parco Nazionale della Sila, CNR-ISAFOM e CNR-IBE, la sezione “Giovanni Barracco” del CAI di Cosenza e l’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti di Cosenza. Il Protocollo d’intesa sottoscritto nel gennaio 2025 ha reso infatti possibile l’installazione, lungo il percorso, di pannelli per le attività di terapia forestale leggibili anche dai non vedenti. Al progetto hanno collaborato attivamente il Distaccamento dell’Aeronautica Militare di Montescuro, le associazioni Destinazione Sila e Orizzonte Sila, le guide ufficiali del Parco Nazionale della Sila e la Rete d’Impresa Fattorie Aperte in Sila.
di Daniela Malatacca (info@meravigliedicalabria.it)