Tarsia celebra Marco Aurelio Severino, il suo “medico a rovescio”
Quando nel 1656 la peste arrivò a Napoli, la città si svuotò in pochi giorni. E anche molti medici lasciarono i quartieri e quell’aria che, come raccontano le cronache dell’epoca, era irrespirabile. Marco Aurelio Severino rimase a organizzare quello che si poteva organizzare contro un morbo che la scienza non sapeva ancora come combattere, fino a quando la peste non annientò anche lui. Era nato a Tarsia, in provincia di Cosenza, il 2 novembre 1580.
La Zootomia democritea, la sua opera principale, è considerata il primo trattato moderno di anatomia comparata. Le sue idee circolavano nelle università e nei circoli scientifici europei più importanti, tra cui la Royal Society di Londra, l’Académie Royale des Sciences di Parigi, l’Accademia del Cimento di Firenze. Tra i suoi corrispondenti c’era William Harvey, lo scopritore della circolazione sanguigna, insieme a Thomas Bartholin, Ole Worm e George Ent. Discepolo di Campanella, Severino fu lettore di Anatomia e Chirurgia all’Università di Napoli dal 1622 al 1645. Il titolo che Aurelio Musi gli ha dato nel suo libro recente — “il medico a rovescio” — racconta di un medico scienziato che rompeva le gerarchie della medicina fondata sui testi e sull’autorità aristotelica per fondarla invece sull’osservazione diretta e sulla sperimentazione.



Ora Tarsia, il paese che gli ha dato i natali, dà avvio al percorso istituzionale di valorizzazione della figura di Severino. Il 7 maggio 2026, alle ore 17.30, al Piccolo Teatro Popolare, il Comune ha organizzato l’evento “Verso il Premio Città di Tarsia – Marco Aurelio Severino”, dedicato al tema “Il contributo distintivo della Calabria alla storia della medicina universale”. L’occasione è la presentazione del volume di Musi “Il medico a rovescio – Marco Aurelio Severino nell’Europa del Seicento”, edito da Rubbettino — primo studio organico che pone il medico tarsiano nell’élite culturale transnazionale del suo tempo. All’incontro interverranno, insieme al sindaco Roberto Ameruso e all’autore, il consigliere comunale delegato alla cultura Roberto Cannizzaro, il direttore del Museo Civico e della Civiltà Contadina Flavio Casella, il direttore editoriale di Rubbettino Luigi Franco, l’economista Lilia Infelise, il chirurgo Guglielmo Guzzo, l’amministratore delegato della Fabbrica di Liquirizia Amarelli Fortunato Amarelli, il direttore delle Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati Agostino Brusco e la consigliera regionale Elisabetta Santoianni. A coordinare gli interventi Lenin Montesanto, ideatore del progetto MID per Calabria Straordinaria.


Severino non è un caso isolato nella storia intellettuale della Calabria. Fa parte di una stagione culturale intensa, quella in cui nel giro di pochi decenni era emerso Luigi Lilio, riformatore del calendario gregoriano, Bernardino Telesio, fondatore del pensiero naturalistico moderno, e Tommaso Campanella. È proprio qui che il progetto di Tarsia vuole collocarlo, con l’ambizione di restituire alla regione il ruolo che ha avuto nella costruzione del pensiero scientifico occidentale.
Dopo la presentazione del libro dedicato a Severino, il 20 maggio prossimo sessanta studenti delle scuole medie di Tarsia saranno a Napoli al Museo di Anatomia Umana dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, il cui nucleo originario risale all’opera di Severino — un viaggio che porta i ragazzi nel luogo dove il lavoro del loro concittadino è ancora fisicamente presente. Nei primi giorni di novembre 2026, in coincidenza con l’anniversario della nascita di Severino, si terrà la cerimonia ufficiale del Premio Marco Aurelio Severino — Città di Tarsia, destinato a personalità che si sono distinte nel campo medico-scientifico.
«Valorizzare Marco Aurelio Severino — ha dichiarato il sindaco Roberto Ameruso — significa restituire profondità alla propria identità e rafforzare la costruzione di una destinazione turistico-naturalistico-culturale fondata su memoria, scienza, ambiente e conoscenza. Tarsia vuole contribuire al rafforzamento di una narrazione diversa della Calabria e lo vuole fare anche attraverso figure come questa che raccontano una regione che non è mai stata periferia del sapere, ma luogo generatore di intuizioni, opere e primati capaci di parlare ancora oggi al mondo».
(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it