Parco Archeologico di Medma, una nuova gestione per l’antico sito
Circondato da una distesa di ulivi secolari nel territorio di Rosarno, ciò che resta di Medma racconta oltre duemilasettecento anni di storia. Fondata tra il VII e il VI secolo a.C. come subcolonia di Locri Epizefiri sulle sponde del fiume Mesima, la città magno-greca conobbe una stagione fiorente prima di declinare tra il III e il II secolo a. C., quando le sue funzioni passarono all’insediamento di Nicotera.


Della sua esistenza si perse quasi memoria, fino agli scavi condotti agli inizi del Novecento da Paolo Orsi, che restituirono alla luce l’impianto urbano, aree artigianali con fornaci per la ceramica e importanti edifici sacri. Oggi il Parco Archeologico si estende su circa 13 ettari e comprende le aree sacre di Calderazzo e Sant’Anna.


Per tutto questo patrimonio, nel corso dell’ultimo Consiglio metropolitano di Reggio Calabria, è stato approvato lo schema di convenzione per la gestione e la valorizzazione del Museo e del Parco Archeologico dell’antica Medma. L’accordo coinvolge la Città metropolitana, la Direzione regionale Musei Calabria del Ministero della Cultura e il Comune di Rosarno. Questo servirà a garantire una gestione unitaria del complesso, migliorare i servizi al pubblico e promuovere attività culturali e scientifiche. Il Museo è già inserito nel sistema della Direzione Musei, che ne cura tutela e gestione. La convenzione punta inoltre a mettere in rete competenze e risorse istituzionali per rendere il sito sempre accessibile.
(Da.Ma.) info@meravigliedicalabria.it