Primavera della Bellezza, cinque mostre al Castello di Reggio
Fino al 24 aprile il Castello Aragonese di Reggio Calabria ospita la “Primavera della Bellezza 2026″, ideata dall’AIParC nazionale e dal suo presidente Salvatore Timpano. È un percorso immersivo tra i diversi livelli del maniero, con cinque mostre di pittura, scultura, fotografia e ceramica che dialogano tra loro in un racconto unitario.
Nell’atrio, il maestro Domenico Colella conduce un laboratorio esperienziale dedicato alla coniazione di riproduzioni di monete antiche legate alla storia di Reggio. Il pubblico non assiste soltanto: può coniare la propria moneta e portarsela a casa.
Nell’androne d’ingresso, la mostra personale di Francesco Logoteta, Equinozio, un viaggio tra luci e colori, racconta tre fasi della sua ricerca pittorica e scultorea, dall’astrattismo iniziale a una fase scura e introspettiva fino a un approdo cromatico pieno. Tra le opere simboliche, un uovo omaggio alla terra con bergamotto e clementino, e la scultura dedicata alla fata Morgana.

Nella Torre Sud, Paolo Infortuna apre con Voci senza volto uno spazio concettuale sulla guerra — «non una guerra, ma la guerra, con la G maiuscola» — dove installazioni come Prendere posizione chiedono al visitatore di scegliere se entrare o restare neutrale.
Al terzo livello, la mostra fotografica di Francesco Nucara, Come un respiro, articolata in quattro sezioni — natura, corpo, poesia e urbano — porta il visitatore a fermarsi su ogni immagine in un tempo dove la fotografia viene consumata senza essere vista.
Chiude il percorso Kéramos, esposizione di ceramica calabrese coordinata da Vincenzo Ferraro con opere di artisti di Gerace e Gioiosa Ionica. Tra i pezzi esposti, il piatto donato da Ferraro a Papa Francesco nel giugno 2024, raffigurante il miracolo della Madonna della Montagna di Taurianova.
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